Sanremo, terza serata: trionfo Stadio con l’omaggio a Dalla, La band di Curreri vince la serata con “La sera dei miracoli”.

Scritto da il 12 Febbraio 2016

Cover e duetti, blocchi e vincitori. I campioni e le loro rivisitazioni di brani celebri vengono valutati (gioria della sala stampa e televoto da casa) a “blocchi” di quattro: e dal primo Noemi batte tutti con Dedicato di Loredana Bertè. Al palo Dear Jack (Un bacio a mezzanotte del Quartetto Cetra), Zero Assoluto (Goldrake), Giovanni Caccamo e Deborah Iurato (Amore senza fine). Formidabile Virginia Raffaele che dopo l’esilarante Carla Fracci della seconda serata sfodera una Donatella Versace così “rifatta” da cadere a pezzi: una palpebra s’inceppa, ciocche di capelli che cadono, un orecchio si stacca. Nel secondo “blocco” di cover non c’è partita per nessuno contro Clementino e la sua Don Rafaè di Fabrizio De Andrè, né per Patty Pravo che coverizza se stessa con Tutt’al più, affiancata dal rapper Fred De Palma, né per Alessio Bernabei con A mano a mano di Riccardo Cocciante, men che mai per Dolcenera con Amore disperato di Nada.

Pooh, delirio pop. Un cinquantenario celebrato a colpi di successi per i Pooh in versione reunion, con Riccardo Fogli. Tutto l’Ariston canta il supermix di Dammi solo un minuto, Tanta voglia di lei, Piccola Katy, Noi due nel mondo e nell’anima, Pensiero, Chi fermerà la musica, conclusione con Uomini soli, canzone vincitrice di Sanremo 1990. Trionfo e standing ovation, D’Orazio con nastri arcobaleno, Fogli in lacrime.

Rocco, Carosone, e balla l'”Aristò”. “Mamma che livello” esclama Rocco Hunt prima di prodursi in una trascinante versione di Tu vuo’ fa’ l’americano di Renato Carosone, che fa ballare tutta la platea, “facimm’ ballà l’Aristò”, e gli vale la qualificazione alla finale della serata. Nel suo blocco Elio e le storie tese in versione Seventies per Quinto ripensamento (la versione italiana di Fifth of Beethoven, dalla colonna sonora di La febbre del sabato sera), Arisa tutta in paillettes per un classicone di Rita Pavone, Cuore, e una ispirata Francesca Michielin con Il mio canto libero. Ma nel blocco successivo è Valerio Scanu, con Io vivrò (senza te) e soprattutto con un’armata di televotanti, a sbaragliare i concorrenti: Irene Fornaciari con una bella versione di Se perdo anche te, Neffa con O’ Sarracino e i Bluvertigo con La lontananza.

Lucio forever. La cover più emozionante della serata è di certo quella degli Stadio: una performance appassionata ed emozionante quella di Gaetano Curreri con La sera dei miracoli e l’immagine di Dalla sullo sfondo. E’ scritto che siano loro a passare il turno in un round che vede in campo Lorenzo Fragola con La donna cannone, Enrico Ruggeri con A’ canzuncella, Annalisa con America di Gianna Nannini. E, alla fine, sono loro i vincitori. “Una scelta sentimentale, un omaggio a Lucio e alla città di Roma – dice Curreri – che in questa canzone lui aveva cantato in maniera meravigliosa e che ora attraversa un momento difficile”.


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