Primarie Pd: croce e delizia di una democrazia da rianimare

Scritto da il 1 Marzo 2019

L’ansia per le primarie PD sale e con essa anche le dichiarazioni dei protagonisti aumentano. Domenica al voto, dalle 8:00 alle 20:00, andrà in scena la rinascita o un ulteriore débacle del partito democratico.

In tutt’Italia, presidenti e scrutinatori forniranno agli elettori due schede: congresso nazionale e regionale. La prima vede disputarsi il ruolo di segretario Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti mentre per la segreteria regionale campana lottano a denti stretti Leo annunziata, Umberto Dal Basso De Coro e Arnida Filippelli. In entrambi i casi, l’elezione avverrà con il 50%+1 dei voti validi. L’obiettivo dichiarato è raggiungere il milione di votanti totale per restare al passo con le ultime primarie che confermarono, per poco, Matteo Renzi al governo dopo il referendum del 4 Marzo.

La Campania, essendo la quinta regione per numero di delegati, contribuisce alla causa con 569 seggi e una città come Salerno che punta al +64%. Il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca ha dato tutto il suo appoggio al segretario uscente. Le opinioni e i giudizi della gente sono molteplici e variegate eppure non mancano interventi politici pro Zingaretti e pro Martina. Questa mattina, infatti, sono intervenuti ai microfoni di “Barba&Cappelli” rispettivamente Nicola Oddati e Tommaso Ederoclite.

Il primo ha dichiarato “Zingaretti ha come idea originaria quella dell’unità. Prima di tornare al governo dobbiamo cambiare pagina e linea politica costruendo un’empatia nuova con l’opinione pubblica. Credo che verrà superato il milione. La democrazia non va mai sottovalutato. Abbiamo solo le primarie come strumento decisionale partecipativo e non va bene. Il partito, negli anni, è stato distrutto. Il punto vero è che c’è bisogno di riorganizzare una comunità e di farla sentire tale per vincere partite difficili. C’è bisogno di un partito con un leader e non di un leader, ecco perchè credo in Zingaretti”.

Il secondo ha così continuato “Stiamo lavorando per tornare al governo. Attualmente siamo ancorati con forza all’opposizione, rispettando il volere del popolo. Ieri, la presentazione del libro di Renzi ha avuto un numero elevato di presenze e non aspettavamo nulla di quanto è accaduto. Renzi possiede ancora una forza attrattiva di tipo leaderistica ed è reale. L’obiettivo nazionale dichiarato dai 3 candidati è superare il milione di voti. in campania, vedo una partecipazione molto attiva con i giovani e i gazebo. Ci sarà una flessione verso il basso dovuta all’intera situazione del partito. Credo che chiunque diventi segretario debba fare una riflessione enorme circa l’organizzazione burocratica e le primarie stesse avvicinandosi ad un progresso tecnologico”.

Insomma, speriamo lunedì di poter dire come il commissario Montalbano: “Arriva un momento nel quale t’adduni, t’accorgi che la tua vita è cangiata. Fatti impercettibili si sono accumulati fino a determinare la svolta. O macari fatti ben visibili, di cui però non hai calcolato la portata, le conseguenze”.

 

Alessandra De Vincenzo


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