Bosco a Radio Crc: “Maradona tormentato da un demone come tutti i geni. Salto di qualità del Napoli col 4-3-3 mascherato da 4-2-3-1”

Scritto da il 30 Novembre 2020

“Qualcuno ha cercato di criticare l’affetto dei napoletani rispetto al triste evento. – queste le parole di Christian Bosco, agente sportivo CONI e presidente IAFA, Italian Association of football agents, ai microfoni de “Il Sogno nel Cuore”, programma in onda su Radio Crc dalle 13:00 alle 14:00 e condotto da Luca Cerchione, Floriana Messina e Diego Maradona Jr –

Faccio i complimenti ai napoletani che hanno avuto una grande compostezza, nonostante trapelasse un amore viscerale per Diego. Personalmente sono scosso come se avessi perso una persona cara.

Diego è stato un uomo generoso, nobile d’animo sia con i compagni di squadra che con gli amici, ma questo nessuno l’ha evidenziato. Maradona era vittima di un demone, proprio come tutte le persone speciali, e purtroppo questo demone l’ha inficiato fino alla fine. Non c’è una sola persona che ha conosciuto Diego e che ne parli male, chiunque ne comprova la bontà d’animo.

La denominazione del San Paolo? Non va integrata, va cambiata. In questo caso è un accostamento blasfemo, lo stadio deve chiamarsi Diego Armando Maradona e così dovrà rimanere nel tempo.

Napoli-Roma? La squadra ha avuto un ottimo approccio alla gara, nonostante non fosse facile affrontare la Roma.

Il Napoli è stato finalmente equilibrato, con i tre centrocampisti”. Bosco ha poi dato la sua personale considerazione su chi fosse il migliore in campo durante la partita di ieri: “Se devo individuare uno su tutti è chiaro che si va su Insigne, ma Lozano ha fatto una grandissima partita anche in fase di non possesso. Lo stesso Demme ha fatto un lavoro oscuro, ma fondamentale per la squadra. Il 4-2-3-1 può essere riproposto, – ha continuato il presidente IAFA – ma contro determinati avversari e con determinate caratteristiche.

Un allenatore deve seguire tre punti fondamentali: adibire la propria squadra rispetto alle caratteristiche degli avversari, verificare le condizioni dei giocatori e mettere in campo quelli più in forma e, infine, leggere la partita in corso per mettere in campo degli accorgimenti.

Sono tre punti che possono sembrare scontati, ma fondamentali”.
Il presidente Bosco ha poi detto la sua sulla presunta intenzione di voler ritirare la maglia numero 10 in onore di Diego Maradona: “Bisogna scegliere una linea: se per celebrare un idolo abbiamo deciso di ritirare una maglia, oppure farla tornare in auge. Io credo che la maglia ritirata sia un segno di celebrazione e di rispetto molto più incidente rispetto a metterla in circolazione, perché oggi ad indossarla è Insigne, ma domani non sappiamo chi la indosserà.

La maglia numero 10 è Diego Maradona.
I moduli utilizzati? Non c’è stata tanta coerenza da parte del mister: si è partiti in ritiro col 4-3-3, per poi cambiarlo con il 4-2-3-1 e, infine, ritornare al 4-3-3. A mio modesto avviso c’è bisogno di un altro metodista con le caratteristiche di Bakayoko, ma il problema è che in rosa ci sono già 4/5 centrocampisti. Lo stesso Demme quest’anno è stato messo da parte, e come lui tanti altri calciatori.

Il Napoli con il sistema di gioco di ieri ha equilibrio, quindi bisogna trovare delle alternative di qualità al gioco di ieri. La prima cosa da fare è risolvere la questione Milik: per me doveva rimanere in rosa, senza ombra di dubbio.
Da tifoso del napoli auspicherei ad una inattesa permanenza, ma la vedo davvero difficile”.


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