Addio Morricone, se ne va il genio delle emozioni

Scritto da il 6 Luglio 2020

 

A 92 anni Ennio Morricone si è spento “all’alba del 6 luglio”. I familiari del premio Oscar fanno sapere che “ha conservato sino all’ultimo piena lucidità e grande dignità. Ha salutato l’amata moglie Maria che lo ha accompagnato con dedizione in ogni istante della sua vita umana e professionale e gli è stata accanto fino all’estremo respiro, ha ringraziato i figli e i nipoti per l’amore e la cura che gli hanno donato”.
I funerali si terranno in forma privata “nel rispetto del sentimento di umiltà che ha sempre ispirato gli atti della sua esistenza”. Da questa mattina un coro unanime di cordoglio ha espresso il dolore per la morte del Maestro. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato così Morricone: “La scomparsa di Ennio Morricone ci priva di un artista insigne e geniale. Musicista insieme raffinato e popolare, ha lasciato un’impronta profonda nella storia musicale del secondo Novecento. Attraverso le sue colonne sonore ha contribuito grandemente a diffondere e rafforzare il prestigio dell’Italia nel mondo. Desidero far giungere alla famiglia del Maestro il mio profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza”.
Il premier Giuseppe Conte su Twitter: “Ci ha fatto sognare, emozionare, riflettere, scrivendo note memorabili che rimarranno indelebili nella storia della musica e del cinema”.

Le opere
Con Ennio Morricone se ne va il più grande compositore cinematografico, ricercato dai registi di tutto il mondo: da Sergio Leone a John Carpenter, da Brian De Palma a Oliver Stone, a Quentin Tarantino. Cinque nomination all’Oscar, paradossalmente ha vinto la sua prima statuetta nel 2007 ‘alla carriera’: la seconda arriverà per The Hateful Eight, di Tarantino, per cui si è aggiudicato anche il Golden Globe.
Seppure non premiate con l’Oscar, non si possono dimenticare le colonne sonore per I giorni del cielo, del 1979, per Mission del 1987, The Untouchables – Gli intoccabili del 1988, Bugsy del 1992 e Malena del 2001. Amato in tutto il mondo, ancora oggi vanta innumerevoli tentativi di imitazione, e soprattutto tributi che ne confermano la trasversalità. Solo per citarne alcuni, da Hugo Montenegro, rappresentante di spessore della musica elettronica, che nel 1968 ha raggiunto il successo con la sua versione de Il buono il brutto, il cattivo, a John Zorn, sassofonista jazz che a meta’ Anni 80 ha registrato addirittura un intero album di musica di Morricone. E poi i Metallica, band thrash metal, usa il brano L’estasi dell’oro, come intro per i concerti fin dal 1983.


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