De Luca vs Coronavirus

Scritto da il 12 Giugno 2020

Stamattina a Barba e Capelli trasmissione in onda su radio CRC condotta da Corrado Gabriele in collaborazione con Antonio Menna ho commentato l’operato del presidente della regione Campania Vincenzo De Luca durante il periodo della crisi sanitaria conseguenza della pandemia da corona virus.
Mutuando concetti aziendali in tema di gestione di risorse umane ho rilevato lo stile di direzione autoritario adottato mettendone in evidenza gli aspetti positivi e negativi che questo comporta.
Lo stile di direzione è il modo con cui il management si relaziona con i collaboratori ed il mondo esterno al contesto che si governa.
La scelta dello stile di direzione adottato è funzionale e nel contempo rappresentativo del modo di fare di chi governa i processi.
Lo stile di direzione può assumere diverse connotazioni e sfumature in un arco di realtà che ha due limiti estremi:
• autoritarismo cioè “il capo” gestisce i rapporti con i propri subordinati senza confrontarsi con essi, comunicando esclusivamente tramite gli ordini e le prescrizioni;
• democratico/partecipativo che si fonda all’inverso sul dialogo, sul confronto, sulla partecipazione e sulla delega.
Con uno stile di direzione autoritario i vantaggi sono dettati da una catena del comando corta e con i poteri accentrati in un’unica persona mentre gli svantaggi sono dati dal fatto che non si valorizzano le intelligenze e le sensibilità dei collaboratori che sono rilegati ad un ruolo meramente operativo.
Nel caso di adozione di uno stile di direzione partecipativo i vantaggi sono che s’investe sulla crescita del patrimonio risorse umane al fine di moltiplicare i centri di responsabilità decisionale mentre gli svantaggi sono soprattutto derivanti da un’eccessiva democrazia partecipativa che non solo ritarda le decisioni ma può indurre anche a commettere errori di valutazione per asimmetrie cognitive e di esperienze tra i decisori.
Tornando al presidente della regione Campania Vincenzo De Luca è evidente che, con l’adozione di uno stile di direzione autoritario, si è espresso al meglio in questa crisi che richiedeva, per la sua complessità, una catena del comando cortissima e accentrata in un’unica persona.
Diversamente, questo stile di direzione, adottato in un contesto ordinario, come ad esempio la gestione degli assessori della Giunta Regionale, mortifica le capacità e oscura la loro visibilità.
Ecco perché è auspicabile utilizzare varianti dello stile prescelto adattandole agli interlocutori e alle specifiche situazioni.
Nella gestione delle risorse umane non esistono ricette preconfezionate che hanno una validità assoluta.
Esistono invece indicazioni di grande importanza e, una di queste, è quella di attribuire un’elevata flessibilità al sistema organizzativo mediante la moltiplicazione dei centri di responsabilità.
La competitività di qualsiasi organizzazione va costruita mediante la generazione di una cultura dinamica e moderna e l’adozione di uno stile di direzione coerente con la stessa.

 

Franco Cioffi


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