Concerto di Paul McCartney annullato, l’avvocato Orsini: “Il voucher è una presa in giro”

Scritto da il 23 Maggio 2020

“Gentile Spettatore,
con questo messaggio siamo purtroppo ad ufficializzare la cancellazione del concerto di Paul McCartney di cui avevi acquistato il biglietto.
La situazione di emergenza sanitaria provocata dal diffondersi del Covid-19 e le conseguenti disposizioni adottate dal Governo e dalle autorità competenti impediscono lo svolgimento degli spettacoli previsti a Napoli il 10 Giugno e a Lucca il 13 Giugno [..]”

 
Queste poche righe sono familiari a tutti coloro che si son visti privati, a causa dell’emergenza Covid, del concerto di Paul McCartney, in programma il prossimo 10 Giugno a Napoli. Era da immaginare, molti si diranno, se non che agli utenti non è stata data la possibilità di richiedere i soldi indietro. Esattamente, a tutti coloro che avevano acquistato il biglietto per il concerto di McCartney, non è stato restituito nemmeno un centesimo, ma consegnato, invece, un voucher utilizzabile per un qualsiasi altro evento organizzato dalla D’Alessandro e Galli (organizzatore anche del concerto).
 
Gli utenti, quindi, non solo si son visti privati di un servizio per il quale avevano pagato, ma si aggiunge il danno di non poter essere rimborsati adeguatamente.
“Il voucher è una presa in giro – queste le parole del presidente di Codacons, l’avvocato Orsini, che si è scagliato violentemente contro il modus operandi degli organizzatori dell’evento – Gli utenti che hanno acquistato il biglietto si presume vogliano ascoltare Paul McCartney, e non qualsiasi altro cantante, quindi, se questo non può essere garantito, devono assolutamente ricevere il denaro indietro”.
 
Gli stessi utenti, adirati, si sono rivolti alla D’Alessandro e Galli, rivendicando i propri diritti: “Abbiamo pagato per un servizio che non ci è stato garantito, non è possibile che non ci vengano restituiti i soldi che abbiamo speso”.
La situazione è assurda, non solo per chi ha acquistato i biglietti, ma anche per tutti quei punti vendita che, dopo aver venduto l’evento, si son visti gettati nel dimenticatoio: “Non abbiamo nessun potere in questa vicenda – afferma la titolare di Concerteria, Lidia Grizzuti – la nostra categoria è stata del tutto dimenticata. Abbiamo offerto un servizio ai nostri clienti che non è stato garantito, ma non possiamo rimediare in nessun modo”.
La questione resta aperta, gli utenti si stanno battendo per rivendicare un servizio, cercando in tutti i modi di ricevere il denaro speso indietro, anche con l’auto di Codacons e dello stesso avvocato Orsini,  impegnatissimo nella vicenda.
Maria Grazia Maravolo 

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