Paziente Uno: “Se fossi rimasto a casa sarei morto”

Scritto da il 20 Marzo 2020

Sono passati 20 giorni dal ricovero del paziente uno, l’avvocato di Napoli che ha contratto per primo il virus dopo un viaggio di lavoro a Milano: “Sono tornato a casa in perfetta salute e senza nessuna preoccupazione – ha iniziato a raccontare l’avvocato ai microfoni dello speciale sul coronavirus di Barba&Capelli – non provenivo da una zona rossa, quindi non pensavo affatto di poter essere positivo al coronavirus. Tutto è cambiato quando,  la notte, ho avuto la febbre molto alta, curata solo con una tachipirina”.

“Mi sono recato al Cotugno, ma a causa del protocollo vigente al tempo, non erano molto d’accordo con il tampone, ma ho insistito,  sentivo che c’era qualcosa che non andava”.

L’avvocato è così risultato positivo al Covid-19 e da allora è ricoverato all’ospedale Cotugno in seguito ad una violenta polmonite che gli ha reso necessario l’ausilio dell’ossigeno, senza però dover andare in terapia intensiva: “Se quel giorno fossi ritornato a casa sarei morto”.

L’avvocato ha poi voluto dedicare ai cittadini napoletani parole importati prima di congedarsi: “Se amate i vostri figli, i vostri familiari, o semplicemente i vostri concittadini, restate a casa. Non è necessario uscire ogni giorno per fare la spesa. Vi chiedo di restare a casa”. 

 

Maria Grazia Maravolo


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