Don Giuseppe Marino (parroco Trentola Ducenta): “Non c’è omertà, ma tanta stanchezza”

Scritto da il 12 Novembre 2019

Nei giorni scorsi è stato arrestato il parroco di Trentola-Ducenta, Don Michele Motta, accusato di violenze verso un minore. La squadra di #Nacammenata, in diretta dal lunedì al venerdì, dalle 9.40 alle 10.40, si è mobilitata, recandosi proprio dinanzi alla parrocchia, cercando di far luce su questa orrenda vicenda, che vede protagonista una bambina di soli 11 anni, vittima di violenze. In studio, Antonio Esposito conduce il programma, affidandosi a Katia Vitale che, armata di tanta determinazione, si trova proprio tra le strade di Trentola Ducenta. Ma cosa pensano i cittadini di questa vicenda? Sono sconvolti, arrabbiati, oppure cercano giustificazioni per il parroco?

Abbiamo avuto la fortuna di incontrare il parroco che sostituirà Don Michele Motta, Don Giuseppe Marino, che ci ha accolto senza alcuna protesta, dedicandoci del tempo per delle dichiarazioni importanti, evidenziando sia il suo punto di vista, ma anche quello di tutta la sua comunità: “La magistratura ha fatto il suo corso. Le parole lasciano il tempo che trovano – così ha iniziato Don Giuseppe, dimostrando di non voler alimentare ancor di più l’inutile chiacchiericcio che, in quest’ultima settimana, sta vedendo protagonista la cittadina –  Come parrocchia dobbiamo lasciarci guidare da gesti di concretezza verso chi ha vissuto in prima persona questa vicenda”.

Il parroco ha poi voluto precisare la sua totale vicinanza alla ragazzina e ai suoi familiari, volendo continuare ad accoglierli a braccia aperte, sia loro che tutti i ragazzi del paese: “Vogliamo dare opportunità ai nostri ragazzi, facendo in modo che trovino sempre porte aperte. Ci dobbiamo impegnare nei gesti concreti di apertura verso tutti. Pian piano si sta avendo la possibilità di dire alla famiglia che, al di là di ciò che è successo, qui ci sono porte e braccia pronte ad accoglierli. Siamo qui e facciamo il nostro dovere ogni giorno. Con il senno di poi, si poteva fare di più, ma la diocesi di Aversa ha fatto tutto ciò che era in suo possesso. Come chiesa di Aversa, in questa situazione, c’è stata una collaborazione da parte di tutti, affinché fossero tutelati la minore in primis, e successivamente, la sua famiglia. Conosco Don Michele da anni e, ovviamente, nessuno si aspettava una cosa del genere. Sono rimasto scosso da questa vicenda, che non sarebbe mai dovuta capitare.

Infine, abbiamo chiesto a Don Giuseppe Marino cosa ne pensasse di tutta l’omertà che circonda Trentola Ducenta, ma lui ha voluto evidenziare il suo pensiero in merito, discostandosi proprio dalla definizione di “omertà”: “Non c’è omertà, ma solo stanchezza. Adesso la giustizia deve fare il proprio corso. Stiamo cercando di rientrare nella normalità. Come comunità ci sentiamo in dovere di dover guardare avanti con fiducia”.

Nelle parole del parroco si è letta la volontà di zittire tutto questo blaterare, cercando così di accantonare  questa vicenda,  quasi dimenticandola, cercando di creare un nuovo periodo florido per la parrocchia, cercando di riscattarla nel migliore dei modi.

 

Maria Grazia Maravolo


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