Spia russa detenuta a Poggioreale, c’è una svolta: voleva usare gli struffoli come arma segreta – FAKE TO FAKE

Scritto da il 11 Settembre 2019

C’è una svolta nell’avvincente spy story che ha visto finire a Poggioreale Alexander Korshunov, accusato dagli americani di spionaggio industriale. Il russo, in un primo momento, sembrava avesse sottratto informazioni militari sensibili, ora si è scoperto, invece, che Korshunov, durante il suo soggiorno a Napoli, avrebbe assaggiato gli struffoli e ne avrebbe intuito un possibile utilizzo alternativo. “Quelle deliziose palline colorate sono in realtà delle bombe infernali”, questo il messaggio inviato a Mosca e intercettato dai servizi di intelligence americani.

Nonostante questa svolta, il braccio di ferro tra Stati Uniti e Russia non si è allentato, anzi, si sarebbe scatenata la caccia alla pasticceria che ha venduto gli struffoli a Korshunov. “Pallette fritte che possono condurre alla morte per ostruzione delle arterie? Le vogliamo assolutamente! Fanno parte della nostra dieta!” fanno sapere gli americani. Dall’altra parte, invece, Putin vuole conoscerne la preparazione per poter usare gli struffoli come arma contro i suoi oppositori politici. Nel frattempo, Korshunov è rinchiuso in isolamento nel carcere di Poggioreale. Per evitare possibili atti autolesionistici gli sono stati sequestrati i 3 etti di struffoli che il russo aveva aveva con sé.


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