Venezia 76 omaggia il regista napoletano Francesco Rosi con il documentario che ripercorre il suo cinema

Scritto da il 6 Agosto 2019

Fuori concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia un evento che omaggia il regista napoletano Francesco Rosi con il documentario Citizen Rosi.

Diretto da Didi Gnocchi e da Carolina Rosi, figlia del regista, Citizen Rosi mette a fuoco la sua carriera e soprattutto su come sia riuscito a inventare uno stile narrativo.

Senza di lui il cinema d’inchiesta non sarebbe esistito. I suoi film nascevano da ricerche e inchieste sulla realtà del paese: lavorava sui documenti, su “ciò che era noto”. Ha raccontato il ‘potere’ che  corrompe e si corrompe quando si mischia alla criminalità.

Il racconto si snoda attraverso i film di Rosi messi in fila non nell’ordine in cui sono stati girati, ma in base alla precedenza storica dei fatti di cronaca che raccontano. In questo modo, il documentario, non  racconta  solo il lavoro di Rosi, ma  restituisce anche mezzo secolo della storia d’Italia.

I suoi film di impegno civile Salvatore Giuliano, Lucky Luciano, La sfida, Il caso Mattei, Cadaveri Eccellenti, Tre Fratelli, hanno obbligato a riflettere intere  generazioni. Ma soprattutto Rosi ha anticipato la narrazione di una democrazia inquinata dalla corruzione fin dalla sua nascita.

Ad accompagnare lo spettatore  in questo viaggio per immagini c’è la figlia Carolina, testimone fin da bambina del lavoro del padre, che ha assistito con amore e pazienza fino alla morte. È Rosi stesso, in tanti frammenti delle sue interviste, a dare senso e intensità al suo cinema. Tanti gli intervistati, magistrati, giornalisti, registi e amici.


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