Beppe Caccia, Armatore barca a vela Alex: “Nessuno si salva da solo. Salvini contro il Papa”

Scritto da il 9 Luglio 2019

In diretta a ‘Barba&Capelli’, trasmissione di Corrado Gabriele in onda su Radio CRC, è intervenuto Beppe Caccia, armatore delle barca a vela Alex e tra i fondatori dell’Ong Mediterranea. Il Comandante e il Capo Missione della Mediterranea sono sotto processo, con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, per aver salvato 59 migranti in pericolo di Vita. L’armatore Caccia ha così iniziato la sua intervista, mostrando fin da subito il suo punto di vista: La colpa del nostro Comandante è quella di aver salvato 59 vite umane. Vi erano donne, bambini anche molto piccoli, uomini in condizioni precarie che stavano fuggendo dai campi di detenzione in Libia, la cui realtà è stata raccontata in diversi modi. Tali campi vengono sostenuti dalla stessa Europa e dalla nostra Italia – accusa, quella di Caccia, molto forte e che, al contempo, lascia riflettere – In Libia è in corso una guerra civile, la vita di milioni di persone è messa a rischio, l’UE dovrebbe imporre l’evacuazione e mettere in sicurezza ogni cittadino. Il nostro mare, negli ultimi anni, è diventato uno dei luoghi più pericolosi al Mondo. Un Governo democraticamente eletto ha il diritto di fare le proprie politiche, ma sopra questo Governo ci sono altri diritti, ben più importanti: se c’è una vita umana a rischio in mare, il primo dovere di chiunque navighi è intervenire per salvare quella vita e trasportarla, nel minor tempo possibile, nel porto più vicino.

L’Armatore si è schierato anche a favore della Capitana Rackete, attualmente sotto processo per aver disobbedito agli ordini della Guardia Costiera, mostrando, con ferrata determinazione, la sua assoluta difesa dei diritti umani, che vanno oltre ogni legge scritta, a detta di Caccia: “Esiste una legge non scritta dell’umanità, alla quale ha obbedito Carola Rackete. Che futuro immaginiamo per i nostri figli? Se la mia vita è in pericolo devo contare su qualcuno che farà il possibile per trarmi in salvo. Alex è una barca a vela di 19 metri, omologata per trasportare 19 persone, ma si è trovata a trasportarne 70. Il loro primo dovere è quello di tutelare la sicurezza e l’incolumità delle persone. L’affermazione che tutto venga scaricato sull’Italia non è affatto vero. Se concentriamo sui numeri effettivi, ci rendiamo conto che il nostro Paese non è affatto il primo in fatto di accoglienza. C’è sicuramente un problema di condivisione delle responsabilità. Non ci si salva da soli”.

L’intervista si è conclusa con una frase davvero molto significativa, che ci induce a riflettere su cosa sia realmente giusto: la legge o la nostra morale?

Maria Grazia Maravolo


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