Lino Guanciale, attore ponte tra tv e teatro

Scritto da il 10 Aprile 2019

Se gli si fa notare che il bello più amato dell’entertainment italiano, Lino Guanciale sorride e nicchia con timidezza. Lui preferisce molto di più la definizione di attore “ponte” tra cinema, tv e teatro avvicinando soprattutto i ragazzi a un’educazione teatrale. Di fatto, Lino ha portato i giovani a teatro, anche quelli che in genere sono più riottosi alle sale teatrali, merito anche il suo eclettismo che ha dimostrato al cinema e in tv cambiando registro di continuo.

Dalle serie di successo al teatro politico

Oltre ai successi con le serie L’Allieva e La Porta Rossa dove per entrambe sono in programma le nuove stagioni, quest’anno Lino Guanciale per il teatro si fa in tre portando spettacoli di grande impegno politico e civile come Ragazzi di Vita da Pasolini e La Classe Operaia va in Paradiso tratto dal film di Elio Petri premiato con la Palma d’oro a Cannes, due pièce che hanno la mission di portare il teatro tra le persone. Proprio con La Classe Operaia va in Paradiso è in questi giorni al Teatro Bellini di Napoli che è a un passo dal sold out.

Uno spettacolo per la polis

A quasi 50 anni dall’’uscita del contestato film di Petri nonostante i tempi, le evoluzioni e involuzioni siano diversi le tematiche affrontate sono restano uguali forse oggi leggermente più pesanti. La Classe Operaia Va in Paradiso, diventa uno spettacolo per la Polis che il regista Claudio Longhi e il drammaturgo Paolo Di Paolo analizzano in più di due ore di spettacolo.

La vicenda dell’operaio Lulù Massa, interpretato da Lino Guanciale, stakanovista odiato dai colleghi, osannato e sfruttato dalla fabbrica BAN, che perso un dito scopre per un istante la coscienza di classe, si intreccia qui con le vicende che hanno accompagnato la genesi e la ricezione contestatissima del film. Infatti, accanto ai grotteschi personaggi della pellicola, si alternano sulla scena lo sceneggiatore e il regista, qualche spettatore e alcune figure curiose e identificative della nostra letteratura a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta.

Fino al 14 aprile al Bellini, lo spettacolo è costruito attorno alla sceneggiatura di Elio Petri e Ugo Pirro, ai materiali che ripercorrono la loro officina creativa, a come il film è arrivato al pubblico di ieri e di oggi, e a piccoli capolavori della letteratura italiana di quegli anni, ricomposti in una nuova tessitura drammaturgica dallo scrittore Paolo Di Paolo. Il tutto poi è intessuto dentro le seducenti e algide geometrie musicali di Vivaldi, rielaborate originalmente per l’occasione e “rotte” qua e là da canzoni dolci e amare dell’Italia alla fine del boom.

Cliccare su PLAY per ascoltare l’intervista a Lino Guanciale intervenuto a Domenica Magazine, il programma curato da Antonia Fiorenzano di Radio Crc dedicato all’arte, alla cultura e allo spettacolo in onda tutte le domeniche alle ore 14.

 


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