Quattro vedute su una Napoli a fumetti

Scritto da il 3 Aprile 2019

Quattro artisti ci immergono in quattro vedute sulla città di Napoli. Non una città qualunque… bensì una Napoli a fumetti. Un episodio quasi scritto dal nostro Speaker Ettore Petraroli in collaborazione con gli inseparabili Gigi e Antonio, autori e speaker della web tv dell’Area Nord RadioAttiva. Alla regia, inoltre, troviamo il nostro Bruno “Brian” De Palma.

Vi diamo i benvenuti ad un nuovo appuntamento della rubrica dedicata alla trasmissione radiofonica “Napoletani Belli”! Siamo in onda tutti i giorni dalle 19:00 alle 21:00 su Radio CRC (FM 100.5 o in streaming su www.radiocrc.com). Vi ricordiamo che grazie alla nostra applicazione per smartphone siamo raggiungibili in ogni parte del mondo!

“Forse sotto si sta meglio”
Il primo artista di questo episodio del Martedì è Emanuele Sangiovanni (Emanuele Sangiovanni Artwork). “In testa ho una Napoli fantastica, purtroppo lontana da quella reale. Le mancanze di questa città, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti. Io cerco il bello che ci circonda, il quale ci può far aprire delle porte che ci possono portare in mondi e situazioni che possono migliorare in qualche modo la nostra Napoli.” In merito ad alcuni paesaggi da lui disegnati, raffiguranti dei fondali marini, l’artista afferma che un domani, probabilmente, il nuovo oro da cercare sarà l’acqua.

Il secondo artista invitato è Ruben Curto, illustratore e autore del progetto “Storie e merd“. Quest’ultima è un’autoproduzione che narra, in un’ambientazione post-apocalittica, le vicende un gruppo di ragazzi annoiati che vivono la provincia. I giovani, nella noia, si tirano nelle “storie e merd”. Un progetto underground, comico e soprattutto politicamente scorretto. In un fumetto, secondo Ruben, Napoli rappresentata come una persona sarebbe una donna bellissima, con un carattere un po’ folle. Una donna della quale ci si innamora a priva vista con occhi azzurri come il mare.

Andrea Errico (Andrea Errico Art), l’ideatore di 47 – Dead Man Talking (47 – Il morto che parla) della casa indipendente Artsteady. Nel suo talk, l’autore dice “Per il mondo di 47 ho immaginato gli zombie e le “vrenzole”, queste ultime che sono le classiche eroine del fumetto come WonderWoman. Adoro le donne veraci, per questo le ho rese eroine delle mie storie. Le 3 protagoniste, sono le mie avatar del mio mondo vrenzolo. Da una parte ho una serie di influenze legate al mondo del fumetto quotidiano, dall’altra c’è la mia vita quotidiana. Mi piace fare ironia su quello che vedo intorno a me”.

Ultimo, ma non meno importante, è Antonio Sepe, sceneggiatore e soggettista di Capitan Napoli, un personaggio nato due anni fa come parte del progetto dei Capitani Italiani“L’unico modo per poter esprimere le mie creazioni era farle creare a qualcun altro, in quanto scrivo. Il protagonista è Nino, un pugile di 19 anni. Uno dei cattivi di Capitan Napoli, DeAndrea, è ispirato alla figura di un politico italiano, uno dei “cattivi” della politica. I cattivi non sono solo quelli che combattono fisicamente, ma anche quelli che si nascondono dietro le scrivanie”.

IL COMMENTO
Da appassionato di fumetti ed in particolare delle produzioni indipendenti, non vedevo l’ora di poter scrivere un episodio dei Napoletani Belli dedicato a questo universo. Fino a non molto tempo fa, il pubblico italiano non dava fiducia a questo genere di lavori, in quanto preferiva qualcosa di più commerciale come i lavori Marvel e DC Comics… ma negli ultimi anni, soprattutto all’avvento dei social, il lavoro di questi ragazzi ha cominciato a crescere e ad essere valorizzato. Avete mai letto un fumetto indipendente? Come immaginereste una Napoli a fumetti? La vedreste con un’ottica positiva o negativa?

Puntata 34 – Martedì 3 Aprile 2019
articolo a cura di Davide Saponaro


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