Lavoro e giovani: l’esercito degli sfruttati

Scritto da il 27 Marzo 2019

“Lavorare a nero è relativo. Oggi esistono contratti meravigliosi dei quali non si capisce niente”
Ettore Petraroli

Una puntata con i giovani e per i giovani che vivono ed hanno vissuto particolari esperienze con un particolare contratto di lavoro. Un episodio quasi scritto dal nostro Speaker Ettore Petraroli in collaborazione con il giovane Antonio della redazione di RadioAttiva, questa volta senza la presenza del suo compagno di avventure Gigi alle prese con problemi al molare del giudizio. Alla regia, inoltre, troviamo Bruno “Brian” De Palma.

Vi diamo i benvenuti ad un nuovo appuntamento della rubrica dedicata alla trasmissione radiofonica “Napoletani Belli”! Siamo in onda tutti i giorni dalle 19:00 alle 21:00 su Radio CRC (FM 100.5 o in streaming su www.radiocrc.com). Vi ricordiamo che grazie alla nostra applicazione per smartphone siamo raggiungibili in ogni parte del mondo!

Il primo ospite di questo episodio del Martedì sera è Stefano, un giovane laureato in Lettere che oggi lavora come cameriere. La particolarità di questo lavoro? Il contratto part-time nel quale è dichiarato che lavora nei week-end ma in realtà lavora più giorni. Nel suo talk, Stefano riflette sul mondo del lavoro per gli universitari, i quali si trovano in questo universo per pagarsi gli studi, concedersi qualche sfizio e gravare “meno” sulle tasche dei propri genitori.

Il secondo invitato della puntata odierna è Sergio, un uomo di 33 anni che ha vissuto varie esperienze di sfruttamento. “Ho avuto un passato in un’azienda con un primo contratto di 5 mesi, poi un contratto di 30 mesi. Stavo sempre sul filo del rasoio. Facevo 8 ore di lavoro al giorno. Tre giorni lavorativi, un giorno di riposo, altri tre giorni lavorativi. Lavoravo anche di notte. Il giorno di riposo, parecchie volte, veniva rifiutato e mi ritrovavo nella situazione di dover lavorare senza essere pagato pur di non essere mandato via. Sei quasi costretto…”. Attualmente è considerato come libero professionista, in quanto non ha un contratto di lavoro ed è un lavoratore in nero come idraulico. “Si fa quel che si può, la situazione è questa. Fortunatamente ho un mestiere che mi permette di andare avanti”

“Io vivo il lavoro come una relazione”
Simona, un nuova ospite dell’episodio, ha lavorato per circa tre anni con un franchising spagnolo che si occupava di cosmetica e prodotti per bellezza. “Avevo un contratto part-time, ma avevo un contratto a 18 ore. Poi ho avuto il full-time, ma avevo un contratto da 12 ore. Da semplice addetta alle vendite sono diventata store manager, ma non avevo un contratto adeguato. O prendevo una decisione o accettavo la prassi”. Secondo lei, la ricerca del lavoro deve essere importante ed esso non deve essere invalidante nella vita quotidiana. Attualmente è disoccupata da circa 20 giorni.

“La speranza è l’ultima a morire”
Il nostro ultimo ospite al telefono per i nostri conduttori è Francesco, un ragazzo di 25 anni che svolge un lavoro presso una ditta, con un contratto “a chiamata”. Quando hanno bisogno del suo supporto, Francesco viene chiamato per svolgere le sue mansioni. I suoi datori di lavoro, però, hanno promesso di offrirgli un contratto di lavoro nel futuro. “Se non hai un lavoro ben pagato, a 25 anni, non puoi permetterti di andare via da casa dei tuoi genitori”. Il suo sogno è studiare, fare ciò che gli piace e diventare un ingegnere elettronico.

IL COMMENTO
Avete mai avuto esperienze del genere? Secondo voi è giusto adeguarsi e sottostare a determinate regole per poter mantenere il posto di lavoro? Non mi resta che augurare buona fortuna a tutti i giovani che sono intervenuti in questo episodio, sperando che possano in futuro fare ciò che piace e che li fa stare bene.

Puntata 30 – Martedì 26 Marzo 2019
di Davide Saponaro


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