“La cucina di Napoli”, oltre 150 ricette e tutta la tradizione della città a Domenica Magazine

Scritto da il 26 Marzo 2019

Nel corso dell’ultima puntata di Domenica Magazine – programma in onda ogni settimana su Radio Crc e condotto da Antonia Fiorenzano – tanta cucina e tanta tradizione napoletana.
Che l’emittente sia sempre in prima linea nel celebrare la storia della nostra città, è poco ma sicuro.

Ma, stavolta, di bellezza partenopea ce n’è davvero tanta: “La cucina di Napoli” è un libro scritto a quattro mani, da Mariateresa di Marco e Lydia Capasso. La prima, veneziana e appassionata di cucine regionali; la seconda, napoletana, restauratrice col pallino del cibo nonché scrittrice di gastronomia per il Corriere della Sera.
Al centro del progetto, oltre 150 ricette che raccontano la storia di come una tradizione popolare sia intrecciata  agli ambienti della corte borbonica. A metà tra plebe e aristocrazia.

Ma affibbiare a questo lavoro la definizione di “libro di cucina” sarebbe estremamente ingiusto e riduttivo.
Le due autrici hanno voluto imprimere su carta l’essenza di una città. La poesia dei suoi vicoli, la semplicità dei banconi della frutta, l’eleganza dei suoi scorci; la tradizione dell’arte presepiale e l’innovazione della street art. “Abbiamo voluto che fosse Napoli nella sua interezza, con tutte le sue sfaccettature“, racconta Lidia ai microfoni di Crc.

Così diventa centrale il ruolo di Maurizio Maurizi, fotografo napoletano che – con i suoi scatti – ha riempito le pagine di questo libro di quelle sensazioni che qualunque napoletano prova ogni giorno.
Ci sono scatti di mercati napoletani: da Antignano alla Pignasecca, a Porta Capuana. Ci sono scorci di Posillipo vista dal mare, del Vesuvio, dei quartieri popolari… ma c’è anche la street art. Ci abbiamo tenuto tantissimo che ci fosse il San Gennaro di Jorit, per esempio“, spiega Lydia, regalandoci una veloce panoramica sul lavoro che sta dietro alla costruzione di un progetto del genere.

Ma il libro trasuda tradizione da tutti i suoi pori, a partire dal modo in cui è “organizzato”.  “La copertina di ciascun capitolo è, in realtà, una scena presepiale. Ad esempio, per il capitolo sui primi piatti c’è un banchettino con la pasta”, conclude l’autrice a Domenica Magazine.

Insomma, un libro che non andrebbe letto unicamente dagli appassionati di cucina, ma che ogni napoletano dovrebbe leggere perché tocca da vicino tutto ciò che fa parte della propria essenza; e che ogni non napoletano dovrebbe leggere per capire la storia di una città troppo spesso dimenticata.

articolo a cura di Ilaria Finizio


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