Maria Romanò “La cattura di Marco Di Lauro mi ha riportata a 14 anni fa con la morte di mio fratello Attilio”

Scritto da il 5 Marzo 2019

Le vittime innocenti della criminalità organizzata sono state e continuano ad essere molte. A partire dal 14 Marzo fino al 21, in tutta la Campania, saranno organizzate manifestazioni e iniziative per ricordare chi non ha potuto condurre la propria vita a causa di una mentalità e di un atteggiamento criminale di fronte a cui non si può far finta di nulla.

Con l’arresto del boss latitante Marco Di Lauro sono riaffiorati ricordi e ferite nella memoria della sorella di Attilio Romanò che ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Corrado Gabriele durante “Barba&Capelli”. La trasmissione in onda su Radio CRC Targato Italia, ogni mattina dalle 7.00 alle 9.00 ha raccontato l’arresto e gli sviluppi immediatamente successivi al lavoro degli investigatori. Il boss era latitante dal 7 dicembre 2004 e ha scelto come proprio nascondiglio, casa sua. Ora, ci si domanda come sia possibile non essere arrivati prima alla sua cattura data la prossimità del rifugio. Le ipotesi più realistiche parlano di una forte copertura di molte figure del quartiere che proteggevano lui ed i suoi affari. A tradirlo, infatti, le intercettazioni di un suo fedelissimo Salvatore Tamburrino che ha ucciso la moglie. A quest’ultima, Tamburrino avrebbe confidato dettagli molto importanti circa il tesoro di Di Lauro. Oggi, non è stato ben precisato l’orario, dovrebbe avvenire l’incontro tra il latitante e il giudice.

Maria Romanò, colpita da questo arresto, ha confidato di aver avuto due reazioni: “All’inizio, ho pianto perchè sono tornata a 14 anni fa con la morte improvvisa ed ingiusta di Attilio. Dopo, sono stata contenta perchè credo che sia un passo importante. Ringrazio le forze dell’ordine perchè si può far capire che chi prende delle cattive scelte, poi, ne pagherà le conseguenze. All’epoca, il processo si sviluppò intorno al killer, Mario Buono,  dandogli l’ergastolo ma non intorno al mandante, Marco Di Lauro, rinviato a giudizio. Il processo in Corte d’Assise è fermo e deve ripartire. La Cassazione ritenne di rinviare Di Lauro, ora bisogna andare fino in fondo”.

Dopo 14 anni, il processo dovrebbe riprendere e parte, quindi, la richiesta verso il Ministro della Giustizia Bonafede di far avvenire tutto ciò in tempistiche celeri. Maria Romanò, prosegue con rispetto e afferma: “Non siamo mai stati abbandonati dallo Stato e dalle associazioni. Per questo motivo sono molto ottimista che il processo seguirà il suo corso”. 

 

Alessandra De Vincenzo


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