Francesco Lettieri: il compositore napoletano si racconta a Giuliana Galasso a “Il caffè delle tre”.

Scritto da il 2 Marzo 2019

Oggi “Il caffè delle tre” è in compagnia di Francesco Lettieri, pianista e compositore napoletano, che potete ritrovare in concerto al Teatro “Galleria Toledo” il 7 marzo alle ore 21.

 

“Allora, Francesco, per citare alcuni amici della radio, il 7 marzo succede un fatto bello!”

“Si! Sarò in concerto con lo spettacolo “L’alieno al cinema”. Colgo l’occasione per salutare e ringraziare i miei compagni di viaggio: piano e voce Giulia Lettieri (nonché mia sorella), al basso Domenico Peluso, batteria Eugenio Fabiani.

“La prima canzone che hai suonato e la prima che hai composto?”

“La prima che ho composto si intitola “Sulle ali di un gabbiano.” La prima che ho suonato è stata una composizione di Beethoven ed ero piccolissimo!”

“Una tua canzone che mi piace molto è “la mia nuova età”, in particolare, mi colpisce una frase: “noi siamo le parole che abbiamo paura di dire.”

“Si, è una frase a cui sono legato particolarmente, e che sento peculiarmente mia. E’ stata la pima fase che mi è venuta in mente per questa canzone…”

“Com’è scrivere per gli altri e per il cinema e teatro, e in cosa si differenzia dallo scrivere per se stessi?”

“Allora, comporre per me stesso vuol dire avere infinite possibilità di scelta e paradossalmente risultare un po’ più difficile che scrivere per gli altri, quando sicuramente ho più limiti e più limiti significano anche meno possibilità di sbagliare.

“Qual è il tuo aspetto della vita irrinunciabile?”

“Per me l’ideale è fare quello che si vuole, le cose che ci appassionano e quelle ci piacciono. Anche l’università l’ho scelta sulla base di questa filosofia.”

“Tra poco ascolteremo la tua “Ho un sacco di voglie” e a tal proposito: la cosa di cui hai più voglia ora qual è?”

“La voglia di continuare a studiare pianoforte, di specializzarmi in questo!”

“Il tuo punto di riferimento per la scrittura?”

“Mi ispiro a Samuele Bersani, Daniele Silvestri, Lucio Dalla.”

“La canzone di Lucio che ami di più?”

“Stella di mare.”

“Tra le altre cose, anche ingegnere aerospaziale, però poi per volare hai scelto la musica…”

“Si, ho fatto tutti gli esami del primo anno, poi ho lasciato per dedicarmi allo studio della musica, poiché entrambi gli studi sono complessi. Però conto di iscrivermi presto di nuovo.”

“Francesco, invece, cosa succederà il 7 marzo a “Galleria Toledo?”

“Come detto, sarò in concerto, con un valore aggiunto che è Stella Manfredi al violino, che da un nuovo sapore, anche in fase di arrangiamento dei miei pezzi nuovi, molti dei quali si ispirano a quelli di Lucio Dalla. Cercherò di metterci tutto me stesso, di emozionare ed emozionarmi!”

“Cosa fai quando non componi?”

“Mi piace camminare, ascoltare musica, i film e giocare, soprattutto giochi da tavola.”

“Il titolo di una tua canzone è “Diario del capitano”: cosa scriveresti su questo diario di quello che più ti piace di Napoli?”

“Sicuramente scriverei di via Tarsia, che mi ricorda la mia giovinezza e gli anni del liceo, poi annoterei anche Mergellina e l’ironia dei napoletani, che è anche un po’ presente nei miei testi.”

“Lo sai che guardandoti mi viene in mente Vinicio Capossela. Te l’hanno mai detto che gli assomigli?”

“No, mi dicevano a Raphael Gualazzi, che io all’epoca non conoscevo, per cui, quando me lo dicevano, io fingevo di conoscerlo, ma Capossela mai. Credo e spero sia un bel complimento!”

 


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