Batà e le sue passioni, oggi in diretta su Popup

Scritto da il 27 Febbraio 2019

La tecnologia è di casa a Popup e con Paolo Bianconcini, ospite di oggi, va a ritmo di passioni e percussioni.

Percussionista e cantante di esperienza nazionale ed internazionale, diviso tra Napoli e Cuba, A Crc ci presenta l’app “BatApp”, uno strumento unico e innovativo per approcciare alla musica attraverso la tecnologia.

“Benvenuto, Paolo. Come stai?”

“Bene, è un periodo molto florido. Sono felicissimo dell’app, destinata a chi ama il mondo afro cubano, scaricabile su Play Store.”

“Come mai questo tuo nome d’arte?”

“Poiché comincio il mio percorso artistico con Enzo Avitabile a cui devo , appunto, anche il mio nome d’arte “Batà”, nel lontano 2011. In questi anni ho viaggiato molto, specializzandomi nella percussione afro cubana e nel frattempo ho fondato anche il gruppo “Batà Ngoma”, che ripropone il repertorio afro cubano. In un libro ho raccolto tutte queste esperienze, tutte le informazioni raccolte negli anni. I miei anni a Cuba saranno circa 10.

“Il titolo del libro è “Diario di un Omo Aña”

“Si. L’omo Aña giura le sue mani ad Aña, che è la divinità che vive all’interno dei tamburi Batà. E’ una piccola cerimonia, dopo la quale si può iniziare a suonare nelle cerimonie di Santeria. Colgo l’occasione per ringraziare Animalero Santeria, che ha sponsorizzato l’app, la libreria Orientale, che hanno editato il libro, nonché Fabrizia Piselli e Danilo Arcopinto, ingegneri della grafica e dell’app.”

“Paolo, ci parli di Batà Lab?”

“Si, sono degli incontri che faccio da 7 anni ormai, di martedì a “Voce e Dintorni”, che per me sono dei mecenate. Noi ogni martedì ci incontriamo per tre ore e pratichiamo di tutto: da salsa, rumba, afro. Gli incontri sono liberi e per tutti i livelli, dalle 20 alle 23 al Corso Vittorio Emanuele n. 128.”

Inoltre con Lucio e Massi, che sono due dj molto molto forti, mi occupo di formazione. Siamo musicisti forti (posso dirlo?)

“La cosa bella quando parli di loro è che spesso dici “Ci divertiamo!”

“Assolutamente si. Questo concetto lo portiamo in giro per il mondo!”

“La frase che più mi ha colpito, e che è sul retro della copertina del libro, è “El saper è sta repartito!”

“Esatto. Questo è un tipico proverbio cubano, che sta si trova all’interno di tantissimi testi sacri cubani, dove appunto si dice che il sapere è condiviso e va condiviso.”

“Tornando a BatApp, invece, come funziona?”

“Si installa (gratuitamente) su Play Store (per il momento solo per Android). All’interno c’è una serie di nome di canti; aprendo un canto si può accedere ad un mixer di 5 tracce ciascuna. Si può selezionare una singola traccia per “isolarla” dalle altre e iniziare a concentrarsi solo su questa.

“Ma tu, oltre a fare dischi, libri, app, fai anche il vino!”

(ride) “Si, c’è questo ritorno alle origini grazie a mio padre, che anni fa acquistò una terra vicino Telese. Oltre al vino, faccio anche marmellate. Quando uscì il disco, regalai alcuni dei nostri prodotti.”

“Come vogliamo concludere questo bel pomeriggio insieme?”

“Non posso non ringraziare Francesca Santoro, mia manager, nonché compagna!”

“Batà, tu però oggi sei con me anche per ricordare che l’8 marzo non è solo la festa della donna!”

“No, infatti. L’8 marzo esce anche il nostro  nuovo e forse ultimo video dell’album “Lassa sta”. Ci trovate su Facebook alla voce Matà Lab o Batà Ngoma (dipende da quello cercate) oppure batangoma.it. Oppure, mi trovate per strada: seguitemi!”

 

 

 

 

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