Vincenzo De Luca, Presidente Regione Campania: “Lavoro: unica soluzione per bloccare l’emorragia. Lo Stato non prende atto della criticità della situazione”

Scritto da il 18 Febbraio 2019

Questa mattina a “Barba&Capelli”, programma in onda su Radio Crc Targato Italia, è intervenuto Vincenzo De Luca, presidente della regione Campania.

Il primo quesito posto al Presidente riguarda la volontà della Lega di trasmettere in radio più brani italiani, a seguito della vincita di Mahmood a Sanremo: “Le pare possibile che, ad oggi, il problema che affronta la Lega è relativo alla vittoria di Sanremo? Per me c’è solo un vero e grande problema per l’Italia e per il Sud: il lavoro. La prima prima domanda da fare al governo è: cosa ha intenzione di fare per creare ricchezza? L’assistenza, l’aumento delle pensioni al minimo, l’aiuto per famiglie in gravi difficoltà economiche, sono tutte soluzioni ottimali, ma per frenare l’emorragia di giovani che emigrano al nord serve il lavoro,  l’unico che dà la possibilità di crearsi una famiglia, di comprarsi una casa, di continuare a vivere nel Mezzogiorno. Questo dovrebbe essere il centro del problema che è all’attenzione del governo. Parliamo di ogni cosa, ma non di questa situazione così critica”.

Si è poi interrogato De Luca per quanto riguarda il processo a Salvini, sui 5 Stelle e sulla piattaforma Rousseau: “I pentastellati hanno nuovamente fatto una pessima figura. Per dieci anni si sono battuti, anche calpestando la dignità dei propri interlocutori, per far in modo che qualunque richiesta della magistratura venisse accolta, ma adesso apprendiamo che non è più così. Ennesima prova di incoerenza di un movimento che, al tempo, non voleva la TAP, l’F35, i condoni, ma tutte queste procedure stano per essere attuate una ad una. L’elenco potrebbe continuare all’infinito. C’è bisogno di serietà e concretezza”.

Un ulteriore argomento al centro dell’intervista di quest’oggi riguarda l’autonomia differenziata di alcune regioni del Nord, come Veneto, Emilia -Romagna e Lombardia: “Stiamo procedendo in maniera irresponsabile, nonostante stiamo discutendo del destino del Mezzogiorno. Una nazione che vuole definirsi Patria, ma che patria non è. Ho affermato innumerevoli volte che se la sfida è quella dell’efficienza, la Campania la accetta con chiunque. Io non intendo rappresentare un Sud cialtrone, incompetente, che fa demagogia, lamentele e chiacchiere, ma intendo rappresentare il Sud di chi combatte e di chi ritiene di non essere secondo a nessuno. Si combatte ad armi pari. Se si ipotizza una riforma di autonomia differenziata, si decide di spaccare l’unità nazionale. La mia posizione: fare un’operazione verità; avere le stesse risorse per ogni cittadino italiano, dal Piemonte alla Sicilia, più un fondo di coesione nazionale per aiutare il Sud a colmare il divario”.

Abbiamo chiesto al Presidente cosa cambierebbe con l’attuazione delle autonomie regioni per quanto riguarda sanità e trasporti: “La frase “Il Sud non verrà privato di denaro” è mistificante. Se cristallizzassimo la situazione così com’è, la rendiamo permanente per quanto riguarda la sanità nazionale, per la quale la Campania riceve il riparto più basso del fondo nazionale italiano: 1792 euro per ogni cittadino, l’Emilia – Romagna 1975, il Veneto 1880. Questo tipo di autonomia non va. I bilanci li abbiamo risanati, per la griglia LEA abbiamo raggiunto l’obiettivo nazionale, quindi si decidano a rispettare la Campania. Si volta pagina, le vecchie storie sono finite, i privilegi, le aree di intimidazione, i due infermieri che pensano di gestire un ospedale all’ombra dei ricatti vanno a casa. Anche se arrivassero serpenti, li butteremo fuori uno ad uno e ci valorizzeremo, recuperando la nostra immagine. Dobbiamo camminare a testa alta in Italia e in Europa. Stiamo attuando una rivoluzione, recuperando non anni, ma decenni di disamministrazione e ritardi. I tempi di pagamenti che ha oggi la Campania, sono, in alcuni casi, la metà di quelli della Lombardia. Stiamo rivoluzionando la nostra sanità, diamo respiro alle strutture. C’è, però, un problema di fondo: i medici non partecipano a concorsi per inserirsi all’interno di pronti soccorsi, ma questa problematica riguarda tutta l’Italia, e non solo il Mezzogiorno”.

La questione lavoro è stata sottolineata, dallo stesso De Luca, come la vera problematica del Mezzogiorno. Abbiamo quindi chiesto come il Presidente guarda all’appuntamento di due misure contrapposte, quota 100 da un lato, e reddito di cittadinanza dall’altro: “Quota 100 è una misura demenziale voluta dalla Lega Nord. Va benissimo anticipare il pensionamento a chi, per tutta la vita, ha avuto un lavoro usurante, va bene aiutare le donne, ma prendere una misura generalizzata, che, fra l’altro, penalizza dipendenti pubblici, che non potranno riceve, se non da qui a 7 anni, la liquidazione, non va bene. Sopra i 30 – 40 mila euro non ci sarà alcun rimborso dello Stato alle banche. Se domattina 40.000 primari andassero in pensione, non potrebbero esser sostituiti in alcun modo. Questa è una procedura, quindi, del tutto irresponsabile, utilizzata unicamente per fare demagogia. Io guardo con rispetto a misure che riguardano aree di sofferenza sociale, come il reddito di cittadinanza, ma il problema non guarda alla sostanza della sofferenza sociale: il lavoro. Con 700 o 800 euro non può essere risolto il problema alla base. Noi, come Campania, abbiamo varato un progetto relativo al lavoro, per poter inserire 10.000 giovani nei Comuni, nelle sedi della Corte di Napoli. Tra aprile e maggio inizieranno i concorsi, con l’obiettivo di assumere, per settembre, tutte queste persone. Evitiamo la propaganda, cerchiamo di capire quali sono le vere domande a cui bisogna dare risposta per garantire la vita dei nostri ragazzi”.

E’ stato chiesto al Presidente De Luca in che modo, all’interno del suo partito, i temi come il lavoro, i migranti stiano vivendo: “Il limite più grave di questo dibattito è che non vedo ancora assunte con chiarezza le due parole chiave: il lavoro e la sicurezza. Vedo ancora persone balbettanti nel PD. Avevo proposto due anni e mezzo fa un piano per assumere, al sud, 20.000 giovani, che sarebbe dovuta essere la prima proposta da assumere da parte di un partito democratico, ma non non è stato fatto per ragioni di opportunismo e per limiti culturali. Mi hanno ricordato più volte che il lavoro lo creano le imprese, ma con questa logica Roosevelt non avrebbe mai fatto il New Deal per affrontare la crisi degli anni 20-30 negli Stati Uniti d’America. Mi auguro che il dibattito congressuale si soffermi sempre più su temi concreti e che questo partito si dia una sua stabilità e una sua credibilità”.

Le elezioni in Abruzzo insegnano che le coalizioni sono ancora importanti. Chiediamo,quindi, al Presidente come sta vivendo le regionali in questo periodo: “Stiamo lavorando con grandissima serenità, non cambia assolutamente nulla. Ci presenteremo con i bilanci delle nostre realizzazioni. L’Abruzzo fotografa una situazione che già conoscevamo: quando le persone devono decidere in merito ai propri interessi, e non alla demagogia della politica politicante, sceglie i candidati che danno maggiore affidabilità. In questo contesto i 5 stelle si sgonfiano quando si va a votare sui territori. Abbiamo prodotto in alcuni campi una vera e propria rivoluzione, come quello sanitario, o dei trasporti di competenza regionale come l’EAV, la circumvesuviana, il piano per il lavoro. 32.000 giovani che hanno avuto contratti a tempo indeterminato”.

Dati i trascorsi con Saviano, abbiamo chiesto a De Luca come vede la premiazione del film di quest’ultimo a Berlino: “Se un film riceve un premio dal punto di vista cinematografico ne prendiamo atto, ma resta il fatto che avremo un’altra stagione con la quale si proporrà un’immagine a senso unico di Napoli. La cosa più incredibile è che gli stessi autori hanno constatato che tali eventi si verificano in tutta Europa, solo che gli unici che costruiscono l’immagine di Napoli unicamente su questa tematica siamo noi”.

Gennaro Matino, commentatore e giornalista, oltre che teologo, afferma che Napoli dovrebbe esser seguita maggiormente, proprio come viene fatto con Salerno. Il Presidente risponde così: “Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi per i fondi Europei, inaugurato l’apertura dell’Ospedale del Mare, e così via. Stiamo dando respiro alle imprese e alle scuole, paghiamo le borse di studio entro l’anno in corso, abolito il ticket sanitario di competenza regionale, varato un piano per il trasporto gratuito per gli studenti. Abbiamo fatto un miracolo per quanto riguarda Napoli, al centro degli investimenti previsti dalla Regione. Finiamola con la demagogia, questa lamentazione continua è l’unico strumenti di chi non produce assolutamente nulla per Napoli”.

Ultimo argomento trattato durante il programma riguarda il piccolo battibecco avvenuto con il Sindaco De Magistris: “Ho parlato di pulcinellismo come comportamento di scarsa serietà, espressione introdotta nel dibattito pubblico da un personaggio illustre, nonché napoletano, Fulvio Tessitore, proprio riferendosi a comportamenti poco seri, e che è stato assunto anche nel gergo partenopeo. Se abbiamo intenzione di vincere la battaglia per il Sud, dobbiamo presentarci a testa alta. Il Comune di Napoli è quello che riceve più soldi d’Italia, 362 euro per ogni cittadino, rispetto ai 260 di Roma, ad esempio. I cittadini partenopei avrebbero diritto, non solo di non pagare le tasse più alte d’Italia, ma anche di godere di servizi di qualità superiore. Siamo arrivati al punto che, al termine di quest’anno, il Comune chiuderà l’ANM, per la quale la regione versa, all’anno, 58 milioni e mezzo di euro, chiuderà. Per riuscire a combattere una battaglia seria, dobbiamo presentarci con le carte in regola, con una gestione spartana e che amministra con chiarezza, non perdendo anni e anni in propaganda e carte al vento”.

 

Maria Grazia Maravolo 


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