Carlo Cottarelli: “L’economia italiana non sta andando bene. La crescita dichiarata dal governo è impossibile”

Scritto da il 11 Febbraio 2019

L’economista Carlo Cottarelli è intervenuto, questa mattina,  nel programma “Barba&Capelli”  con Corrado Gabriele e Antonio Menna.

Le prime parole del professor Cottarelli, così denominato ogni domenica dal conduttore Fabio Fazio  hanno riguardato lo stato di salute della nostra economia:“L’economia italiana non sta andando bene. La crescita dichiarata dal governo è impossibile perché se si parte in discesa ci vuole tempo per risalire. Il Pil è sceso nel terzo-quarto trimestre. Non si raggiunge in media l’1%. C’è un problema della congiuntura internazionale ma anche uno dovuto all’incertezza dello scorso anno quando lo spread è andato a 320″.

Di conseguenza, è stato inevitabile non parlare dell’attuale governo dal momento che Cottarelli fu incaricato da Letta di costituire il nuovo Consiglio dei Ministri:”Il consenso sale anche perché il governo ha preso delle decisioni popolari: il reddito di cittadinanza, la quota 100. Ha dato l’idea che alcune delle promesse elettorali sono state realizzate.Quello che mi preoccupa sono le conseguenze sui conti pubblici. Il problema rimane che non si è risolto il 2020; non ci sono le fonti per gli investimenti e il governo già ha detto che non ci sarà l’aumento dell’Iva.Ciò che fa preoccupare di più i mercati finanziari è l’instabilità e la settimana scorsa lo spread è aumentato. La spending review, non viene fatta perché ci sono riforme da fare che richiedono parecchio tempo. Bisognerebbe eliminare troppi meccanismi che riguardano il funzionamento dello Stato e non  l’erogazione dei servizi. Poi, ci sono spese di cui  bisogna chiedersi l’importanza”.

Invece, sulle dichiarazioni di Conte e Di Maio ha risposto in questo modo: “Basta guardare i dati a livello trimestrale. Quando le informazioni ci dicono che non ci sono segni di ripresa, forse, ci sarà un ulteriore segno negativo. Questo dovrebbe essere riconosciuto dal governo. Le condizioni, secondo me, di una crescita forte non ci sono”. Mentre circa il rapporto evasione fiscale-criminalità organizzata:”L’evasione fiscale è più forte al Sud ma è un problema nazionale. La maggior parte dell’Italia che paga le tasse è ancora al 50% ma scoraggia l’ attività di impresa perché ci si sente meno competitivi rispetto agli altri. Ciò scoraggia la crescita”.

 

 

Alessandra De Vincenzo


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