Cantone: “La borghesia napoletana strizza l’occhio alla criminalità”

Scritto da il 5 Febbraio 2019

Il Presidente dell”Autorità Nazionale Anti-corruzione, Raffaele Cantone, è stato ospite, questa mattina, a “Barba&Capelli”, programma in onda su Radio Crc: “Abbiamo fatto tantissimi passi in avanti, riconosciuti anche a livello internazionale. Il lavoro della Magistratura, quello dell’ANAC, sta dando i suoi frutti. Il tema della corruzione resta abbastanza divisivo, principalmente nell’ultimo periodo: il problema vero sembra essere l’anticorruzione. Quest’ultima viene, infatti, accusata di bloccare il paese, ma se ciò viene inteso come la volontà di bloccare chi vuole lucrare sulle sue attività, l’ANAC è in prima linea. Le regole sono un aiuto allo sviluppo del sistema degli appalti, ma c’è bisogno che esse sian chiare, comprensibili e che cessino di cambiare continuamente. Non c’è Parlamento che non prometta favolosi aumenti del PIL, che però non avvengono. Il vero problema è quello di consentire alla burocrazia di essere in grado di gestire gli appalti, e il continuo cambiamento delle regole non fa altro che disorientare una burocrazia come la nostra, che spesso non è all’altezza della situazione. Napoli, nello specifico, ha al suo interno una criminalità molto violenta, fenomeno che va affrontato anche sul piano dell’ordine pubblico. Nonostante ciò, la città ha le stesse problematiche di qualsiasi altra metropoli italiana. Nel partenopeo ritroviamo una borghesia operosa ed una borghesia degli affari che è particolarmente spregiudicata, soprattutto quando si parla di fare affari nella “zona grigia”. Questo è un tema tipico delle città meridionali, ma in particolar modo di Napoli, dove, spesso, questa borghesia fa l’occhiolino alla criminalità organizzata. Non si può pensare di poter sconfiggere la camorra completamente, quando c’è una fetta di società che, nonostante debba trovarsi nel lato opposto, continua a consentire alla camorra di portare a termine i suoi affari. Un velo di speranza, però, si sta scorgendo in questi ultimi anni, basti pensare ai tantissimi beni confiscati nel casertano. La “zona grigia” è stata certamente intaccata”.

Maria Grazia Maravolo


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