La voglia di rivalsa vince sempre a “Napoletani Belli”

Scritto da il 1 Febbraio 2019

Come sempre il salotto di Ettore Petraroli è ricco di storie da raccontare e personaggi tutti da scoprire. Protagonista del nuovo appuntamento della rubrica dedicata alla trasmissione radiofonica “Napoletani Belli”, in onda tutti i giorni dalle 19 alle 21 su Radio CRC (FM 100.5 o in streaming su www.radiocrc.com), è stato Francesco Sollazzo.

Francesco è un uomo che durante la sua adolescenza, vivendo in una zona difficile come Scampia, si è fatto tristemente ingolosire dal desiderio di fare soldi facili sfruttando i loschi affari della criminalità organizzata: “Nel mio quartiere c’era la più grande piazza di spaccio ed era facile per un ragazzo prestarsi a questa specie di lavoro. A 14 anni la polizia mi ha prelevato per la prima volta e portato al carcere minorile di Nisida. Ricordo ancora il giorno del mio arresto, all’epoca mia madre era incinta di sei mesi. Lei aveva capito tutto, infatti scese in strada poco dopo e vide il mio arresto”.

La situazione in famiglia di Francesco non era il massimo, visto che i genitori erano anche separati. Come ha più volte sottolineato durante la puntata, fondamentale è stata la figura della nonna Giuseppina. Una donna che si è dedicata anima e corpo al suo nipotino, dunque è stata anche la prima a soffrire nei momenti di bui della vita di Francesco. Ora la nonna è soddisfatta dell’uomo che è diventato suo nipote, infatti ha detto più volte: “Prima faceva solo guai. Adesso invece è cambiato ed è anche diventato due volte papà. E’ un padre attento e responsabile”.

Nella vita neanche una grande punizione come il carcere minorile a volte riesce a darti una sterzata definitiva. Dopo 18 mesi esce da Nisida, ma poco dopo torna a commettere gli stessi errori e viene arrestato. Questa volta per lui la pena è di quelle pesanti: il carcere di Poggioreale. In questo periodo l’unico punto di riferimento che ha Francesco è suo cugino Luigi, grazie ad una relazione epistolare. Sono tantissime le lettere che i due si scambiano quasi quotidianamente ed un sacco i consigli dati per non sbagliare più.

“Sono entrato a 21 anni a Poggioreale ed ero padre di una bambina di 2 anni. L’ispettore una mattina mi chiamò e disse che avevo un accumulo di pena, quindi sarei dovuto uscire nel 2021. All’epoca era il 2011 ed in quel momento ho pensato di tutto, anche al suicidio”. Un uomo disperato che dopo aver sbagliato si è reso conto definitivamente che tutto quello che ha fatto precedentemente ha portato soltanto a conseguenze pesanti.

A Poggioreale ha trovato un amico, Emanuele Marigliano. Con Emanuele il rapporto è proseguito e si è rafforzato anche dopo gli anni del carcere. Entrambi hanno in comune la voglia di riscattarsi: egli infatti è stato protagonista di un film dedicato al Caravaggio, una produzione importante che ha voluto puntare su di lui. Con la voce rotta dall’emozione in diretta ha detto: “Siamo stati bravi. Ci siamo ripresi la nostra vita”.

Francesco ora si è rifugiato nella musica e considera come canzone simbolo della sua rinascita “Manifesto”. Oltre all’aspetto artistico, si è impegnato tanto nel sociale soprattutto nel suo quartiere: “Vengo spesso invitato nelle scuole per raccontare le mie esperienze. Forse tutti quei ragazzi che sono cresciuti a Scampia hanno sbagliato perché non avevano altri punti di vista”.

Per la sua ripresa è stato fondamentale l’apporto di professionisti come psicologi ed educatori come ad Isernia, uno degli ultimi istituti dove è stato Francesco: “C’è stata un’educatrice che mi ha aiutato davvero tanto, mi ha insegnato a fare il papà visto che prima di quel momento non ne avevo praticamente mai avuto modo”.

La chiusura è stata davvero emozionante quando si è parlato della domanda di un bambino che in uno dei suoi incontri gli ha chiesto: “Cosa hai provato quando ti hanno rinchiuso per la prima volta?”. E lui ha risposto: “Credi di essere finito perché in un attimo ti ritrovi da solo, senza cari. Tu a 14 anni credi di essere infallibile invece infallibile non sei…”.

Puntata 3 – Giovedì 1 Febbraio 2019
di Francesco Gala


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