Giancarlo Siani contro l’illegalità: una figura fondamentale per la lotta alla camorra

Scritto da il 28 Gennaio 2019

Giancarlo Siani, giornalista conosciuto per la sua fervente opposizione nei confronti delle associazioni criminali, ucciso il 23 settembre del 1985 per aver cercato di aprire uno spiraglio per la legalità.

Appartenente ad una famiglia della media borghesia del quartiere Vomero, conseguì la Maturità Classica nel 1978. Una volta iscritto all’università, iniziò a mostrare particolare interesse per le problematiche relative all’emigrazione. Proprio in questo periodo fondò, assieme ad altri giovani colleghi universitari, il Movimento Democratico per il Diritto all’Informazione, diventandone portavoce.

Una volta inserito nell’ambiente giornalistico, iniziò a scrivere per il quotidiano Il Mattino di Napoli. In questo periodo si occupò principalmente di cronaca nera, quindi di camorra, studiando ed analizzando i rapporti e le gerarchie delle famiglie camorristiche che controllavano il napoletano. Lavorando al Mattino riuscì ad approfondire le proprie conoscenze nei confronti dei boss più di spicco dell’epoca, e degli intrecci tra polizia e associazioni criminali, scoprendo legami forti creati stabilmente tra esponenti politici e il boss locale, Valentino Gionta.

Le vigorose denunce del giornalista lo condussero alla posizione di corrispondente del quotidiano nell’arco di un anno. Siani, con un suo articolo, accusò il clan Nuvoletta e il clan Bardellino di voler spodestare e vendere alla polizia il boss Gionta, divenuto pericoloso e scomodo, così da porre fine alla guerra tra famiglie. Tali accuse indussero la camorra, nel  1985, a sbarazzarsi di questa figura fastidiosa e seccante. Nell’articolo incriminato il giornalista affermò che l’arresto di Valentino Gionta fu reso possibile unicamente da una “soffiata” che gli esponenti del clan Nuvoletta fecero ai carabinieri. La pubblicazione dell’articolo scatenò l’ira del clan, che iniziò ad elaborare svariati modi per potersi liberare il prima possibile del giornalista.

Il 23 settembre Giancarlo Siani venne ucciso. Fu sparato da una squadra di almeno due assassini, all’interno di un auto, con 10 colpi di pistola alla testa.

A questa figura tanto importante per la lotta contro la criminalità organizzata sono state dedicate strade, cinema e scuole. Il 19 settembre 2016 è stata inaugurata un’opera di street art dedicata alla vita del giovane giornalista. L’opera non ha solo una funzione commemorativa, ma in primo luogo didattica, in particolar modo nella sovrapposizione di sette citazioni legate a sette grandi personaggi che descrivono il pensiero, le azioni e la vita di Giancarlo: Alda Merini, Nelson Mandela, Wilbur F. Storey, Albert Camus, Benjamin Constant, Alexis de Tocqueville e Vasco Rossi.

Quest’oggi a “Barba&Capelli”, in onda su Radio Crc, è intervenuto Paolo Siani, deputato PD e fratello del giornalista.

Nato a Napoli il 22 Agosto 1955, si specializza in pediatria, lavorando presso l’ospedale pediatrico Santobono, diventandone direttore nel 2011.

Dal 2008 è stato nominati presidente della Fondazione Polis della Regione Campania, occupandosi delle vittime innocenti della criminalità , del riuso dei beni confiscati alla camorra e svolge una significativa azione di sensibilizzazione sui temi della legalità, continuando in questo modo quella che doveva essere l’opera del fratello.

 

Maria Grazia Maravolo


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