Il Teatro Nuovo apre la stagione con Eduardo per I Nuovi

Scritto da il 11 ottobre 2018

“Eduardo per I Nuovi”, in scena da oggi  al Teatro Nuovo di Napoli, è il titolo, emblematico, di un articolato progetto sulla drammaturgia del grande autore promosso dalla Fondazione Teatro della Toscana e realizzato, con la Elledieffe, dal regista Gianfelice Imparato insieme ai giovani attori de iNuovi. Un debutto atteso che inaugura la stagione teatrale della sala di Via Montecalvario e che si realizza con la collaborazione del Teatro Pubblico Campano.

L’iniziativa, presentata nello storico Palazzo Scarpetta di Napoli, sede della Fondazione Eduardo De Filippo, propone un percorso di conoscenza, formazione e messa in scena di testi scelti dal repertorio del drammaturgo napoletano, affidati ad una compagnia composta da giovani attori italiani. Si tratta appunto de iNuovi, nutrito gruppo di diplomati alla fiorentina Scuola di Teatro Orazio Costa diretta da Pier Paolo Pacini, gli stessi che oggi, grazie ad una scelta coraggiosa e senza precedenti nel nostro Paese, hanno ricevuto dalla Fondazione Teatro della Toscana l’incarico di gestire tutte le attività dello storico Teatro Niccolini di Firenze.

L’attenzione verso i giovani, tema caro agli stessi Eduardo e Luca De Filippo, è il formidabile punto di contatto tra i diversi soggetti fautori e protagonisti dell’impresa. La possibilità di estendere la conoscenza del grande patrimonio culturale rappresentato dalle opere di Eduardo attraverso un laboratorio dedicato a giovani generazioni di attori è stato il motivo appassionante del lavoro di scavo e di traduzione realizzato a Firenze, dallo scorso mese di maggio, da Gianfelice Imparato.

Con iNuovi, età compresa tra i 18 ed i 24 anni, Imparato ha affrontato il repertorio comico del Maestro attraverso gli atti unici Pericolosamente, I morti non fanno paura, Amicizia nonché la prima parte di Uomo e Galantuomo.

“I testi scelti – sottolinea il regista ed attore Gianfelice Imparato – hanno in comune la drammaticità delle varie situazioni delle quali la sapiente scrittura di Eduardo ha saputo mostrare un paradossale risvolto comico. La disperazione, il cinico egoismo, il bisogno, il tradimento, la morte. Sono queste le condizioni e i sentimenti che producono le azioni di questi atti unici”.

Attraverso il percorso di formazione, che ha coinvolto l’intero gruppo di lavoro anche sulla traduzione in italiano delle parti originariamente in napoletano di queste opere, Gianfelice Imparato ha infine affidato l’interpretazione dei diversi ruoli agli attori Francesco Grossi, Filippo Lai, Athos Leonardi, Claudia Ludovica Marino, Luca Pedron, Laura Pinato, Nadia Saragoni, Erica Trinchera, Lorenzo Volpe.

“Giovani attori – aggiunge Imparato – di varie regioni d’Italia e questo mi ha fatto pensare dal primo momento di farli recitare tutti in italiano anziché in un napoletano stentato ed inevitabilmente inverosimile. Questo è inoltre servito anche a far comprendere che i meccanismi della comicità nascono innanzitutto da una buona drammaturgia e che sono declinabili in qualsiasi lingua. Ed infine è utile a dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, che il teatro di Eduardo ormai tradotto in tutto il mondo non è relegabile in un ambito regionale”.

In Pericolosamente, scritto da Eduardo De Filippo nel 1938, Michele, appena tornato dall’America, chiede una stanza in affitto al suo amico Arturo. Ma appena si reca a casa dell’amico per prendere accordi, scopre che Arturo tenta di “domare” la moglie, quasi fosse una leonessa da circo, in un modo assai bizzarro.

Ne I morti non fanno paura del 1926 l’improvvisa dipartita di don Gennaro raccoglie amici e parenti in una veglia dai risvolti improbabili. Come reagirà don Enrico, affittuario della vedova Amalia, quando al suo rientro scoprirà la sua stanza trasformata in una camera ardente?

Amicizia, datato 1952, inizia con Alberto Califano che da tanti anni non fa visita al suo amico Bartolomeo Ciaccia. Quando lo incontra, viene a sapere che l’uomo è ormai alla fine dei suoi giorni. L’amico si ritrova a dover interpretare diversi ruoli per venire incontro alle esigenze del malato. Nel finale sarà proprio Alberto a essere colpito da una confidenza inaspettata.

Infine, Uomo e galantuomo (che nasce come atto unico, scritto nel 1922 da Eduardo per Vincenzo Scarpetta e messo in scena nel 1924 con il titolo Ho fatto il guaio? Riparerò!), racconta le avventure di una scalcagnata compagnia teatrale che si incrociano con le vicende amorose del gestore dell’albergo in cui lavorano, dando vita a una serie di equivoci che si risolveranno tra una prova e l’altra.

“La scena è deliberatamente scarna – conclude il regista – a voler sottolineare che la potente scrittura di Eduardo non ha bisogno di molti orpelli. Ho voluto che lo spazio fosse occupato principalmente dagli attori, dalle loro essenziali movenze, e che risuonasse delle sapienti battute dei testi pronunciate con la maestria che stanno conquistando in questo genere”.

Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione che la Fondazione Teatro della Toscana ha posto in essere con la Elledieffe, la Compagnia di Luca De Filippo oggi diretta da Carolina Rosi. Una collaborazione che proseguirà ancora nei prossimi anni.

“Eduardo per I Nuovi”, che di fatto costituisce la prima tappa di questo articolato progetto, arriva oggi, dopo la “prima” al Teatro Niccolini di Firenze, ad una nuova cosiddetta “prova del pubblico”, nel debutto annunciato a Napoli da oggi (repliche fino a domenica 14) al Teatro Nuovo di Via Montecalvario.

Cliccare su Play per ascoltare l’intervista a Gianfelice Imparato

 

Cliccare su Play per ascoltare l’intervista a Pier Paolo Pacini direttore della Scuola Orazio Costa


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