Incontro con Michail Baryšnikov per l’atteso spettacolo al Napoli Teatro Festival Italia

Scritto da il 28 giugno 2018

Evento atteso dell’undicesima edizione del Napoli Teatro Festival Italia diretto da Ruggero Cappuccio, debutta al Teatro Politeama, in prima italiana, lo spettacolo Brodsky/Baryshnikov.

Un one-man show basato sulle poesie del Premio Nobel per la letteratura Joseph Brodsky, interpretato da Michail Baryshnikov, unanimemente ritenuto tra i più grandi danzatori di tutti i tempi. Concepito e diretto da Alvis Hermanis, noto regista lettone del New Riga Theatre, Brodsky/Baryshnikov è un commovente viaggio nel profondo delle viscerali e complesse composizioni del poeta. Lo spettacolo si svolge in un luogo cadente e polveroso, circondato di vetrate, un “giardino di inverno” della Belle époque ormai abbandonato, immagine ideale di un mondo che non c’è più e che esiste solo nella memoria e nell’arte. Interpretato in russo, lingua madre di Brodsky (con soprattitoli in italiano nella traduzione di Matteo Campagnoli), Baryshnikov recita una selezione delle toccanti ed eloquenti opere del suo amico di lunga data. La sua sottile fisicità trasporta il pubblico nel mondo interiore di Brodsky secondo il riverente immaginario del regista Hermanis.

Brodsky/Baryshnikov ovvero l’incontro tra due leggende, tra il danzatore che sceglie nel 1974 di diventare primo ballerino dell’American Ballet Theatre di New York ed il poeta che, espulso dall’Unione Sovietica nel 1972, dopo un brevissimo periodo a Vienna, elegge questa città come sua nuova casa. Proprio a New York i due faranno conoscenza stringendo un’amicizia destinata a durare sino alla morte del poeta nel 1996. Un assolo in cui l’artista recita, legge, balla, un omaggio ad un altro esiliato come lui.

Brodsky/Baryshnikov ha debuttato in prima assoluta il 15 ottobre 2015 in Lettonia al New Riga Theatre di Riga che lo coproduce insieme alla Baryshnikov Productions, con la direzione generale di Huong Hoang e per i suoi 70 anni compiuti a gennaio Baryshnikov continua a portare in giro per il mondo.

Con Brodsky/Baryshnikov si consolida sempre più la sua immensa poliedricità. Baryshnikov ha dimostrato di essere più di un étoile ma un uomo di spettacolo a tutto tondo. Danzatore, coreografo, certo ma anche attore per il cinema, ottenendo una nomination all’Oscar, e di teatro dai testi tratti da Beckett fino a lavorare con Bob Wilson.

Nella sua carriera non manca il cinema: in Due vite e una svolta è un ballerino russo tra Shirley McLaine e Anne Bancroft, il film ebbe 11 candidature e nessun Oscar compresa la sua nomination come miglior attore non protagonista, ma Baryshnikov conquista il David di Donatello speciale nel 1978, ma è Il sole a mezzanotte il suo film da protagonista dove interpreta un ballerino russo scappato in Occidente in seguito ad un incidente aereo precipita in Siberia e viene riconosciuto da un colonnello del KGB.  Senza alcuna ritrosia accenta di far parte del cast della sesta e ultima stagione di una delle serie tv più amate, interpretando l’artista russo Aleksandre Petrovsky, uno dei fidanzati di Carrie Bradshow in Sex and the City.

All’inizio degli anni Novanta Michail Baryšnikov ha saputo ancora una volta rinnovarsi fondando il White Oak Dance Project. La compagnia, che è stata fondata per creare coreografie su misura per danzatori non più giovani, ha continuato ad andare in tour fino al 2002 permettendo alla Fondazione, che porta il nome del ballerino, di concentrarsi sulla creazione del Baryshnikov Arts Center di Manhattan.

Dopo la prima al Napoli Teatro Festival Italia, sarà ancora nel nostro Paese, nella tournée italiana organizzata da Antonio Gnecchi Ruscone e realizzata grazie al sostegno di Emanuela Barilla, atteso all’Opera di Firenze dal 3 al 5 luglio e alla Fenice di Venezia dal 13 al 15 dello stesso mese.

Per ascoltare l’intervista cliccare sul link sottostante


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