13 lug 2011
Categoria: Società, Spettacolo

Giffoni, oltre le differenze nel segno della musica

Redazione

Approda nella provincia di Salerno proprio in occasione del Festival di Giffoni il Concerto di voci e suoni di Terra Santa, rassegna musicale itinerante ormai alla sua XV edizione. E non a caso: «Vogliamo che il messaggio di unione di quest’iniziativa sia rivolto in modo particolare ai giovani,» spiega padre Anacleto Antonio Bracco, frate francescano e curatore dell’evento. «E quale occasione migliore del Giffoni Film Festival

Un messaggio ben forte, dato che protagonisti assoluti sono gli allievi dell’istituto Magnificat di Gerusalemme diretto da Padre Armando Pierucci, una scuola di musica che, in un contesto come quello mediorientale di forti contrasti, fa suonare e cantare insieme giovani israeliani e palestinesi, ebrei, cristiani di ogni confessione e musulmani; in particolare, centro dell’evento sarà il coro Jasmeen (“gelsomino”) composto da 25 ragazze arabe adolescenti e diretto da Hania Sabbara.

«Diffondiamo la cultura dell’unione attraverso la musica» sottolinea Padre Anacleto. «Il nostro obiettivo non è solo formare giovani musicisti e far conoscere la musica classica occidentale, ma costruire un “laboratorio della pace”; e non è certo un lusso in Terra Santa, dove si preferisce innalzare muri anziché abbatterli».

Il ciclo avrà inizio mercoledì 13 luglio alle ore 20.00 presso il santuario di S. Francesco di Cava de’ Tirreni, e si comporrà di cinque serate di musica incorniciate da gioielli artistici della provincia di Salerno; il culmine sarà il concerto previsto al Giardino degli Aranci di Giffoni per le 21:00 di venerdì 15 luglio. Brani classici come l’Ave Maria di Arcadelt sia canti religiosi e popolari della tradizione araba mediorientale interpretati dalle ragazze del coro Jasmeen si alterneranno a intermezzi strumentali di Brahms, Massenet, Bach. E, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, la serata si concluderà Va’ Pensiero e Santa Lucia, cosmopolitamente tradotta anche in Arabo.

Federica Garofalo

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Un Commento a “Giffoni, oltre le differenze nel segno della musica”

  • Costruire la “pace” con un pugno di non-palestinesi in una piccola scuola di musica è un colpo puro ed alto di propaganda clericale. Per esempio, gli ebrei israeliani non sono accolti nella loro concorsi pianistici annuale! Hanno anche ammettere qui il loro coro è composto da 25 ragazzi arabi. Dove è la diversità? E ‘più facile convincere il pubblico che stanno costruendo la pace che realmente farcela. Speriamo che “la pace” sarà sufficiente a distogliere l’attenzione dalla qualità della musica.

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