Nella crisi dello smaltimento rifiuti a Napoli, “il 95% delle responsabilità e delle competenze è del Comune di Napoli e dell’Asia. Questo è un dato tecnico, non una polemica politica”. Così il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, a margine della presentazione del bilancio votato in Giunta, risponde ai cronisti che gli chiedono di commentare la situazione napoletana. “Noi facciamo un’attività di supplenza e bisogna farlo capire ai cittadini – ribadisce Caldoro – noi stiamo intervenendo, come interviene il governo nazionale, per attività che non ci competono. E stiamo intervenendo per risolvere i problemi e se Napoli non ha ulteriori problemi, dato che ha solo un giorno di ritardo e comunque l’ha risolto, mentre nel 2008 aveva circa 40 giorni di accumulo…”. “Siamo riusciti a resistere perché la Regione ha garantito i flussi e in qualche caso anche flussi in più che il Comune non è riuscito a utilizzare, per uno sciopero selvaggio o perché non ci sono mezzi sufficienti o perché i punti di conferimento erano troppo lontani”, rivendica Caldoro. Per il presidente della Regione, “ci sono problemi strutturali che riguardano la gestione delle aziende che fanno riferimento al Comune di Napoli in particolare l’Asia; non per responsabilità dei singoli dirigenti, persone competenti, ma proprio una carenza strutturale sia di fondi che di mezzi, sia forse perchè fanno troppe cose”. Caldoro ricorda che Asia gestisce anche attività in provincia, “quindi Comune di Napoli e Asia hanno di fatto il 95% delle responsabilità e delle competenze sul tema di rifiuti perché gestiscono Stir e discarica, oltre a fare spazzamento e conferimento”. E se la provincializzazione pesa sul Comune, dunque “il 95% del sistema è in testa al Comune. Questo è un dato tecnico e non è polemica politica. Il Comune quando chiede, chiede a se stesso, ai suoi. E’ lui l’interlocutore di sè. E’ chiaro che lì c’è una crisi, perché, secondo me, Asia non può fare tutte queste cose, non può pensare di gestire cose che non deve gestire. Deve fare la raccolta? Faccia la raccolta”. In queste settimane, fa notare, i problemi sono sorti proprio in punti della filiera di Asia, “sempre da una crisi Asia, da una incapacità dell’Asia di rispondere a una esigenza organizzativa”. Questo accade, ammette, “per motivi storici. L’azienda è super indebitata, ha mezzi insufficienti, compattatori inadeguati, pale per la raccolta troppo piccole, difficoltà a gestire competenza non sue che sono gli Stir e le discariche”. Ora il decreto legge votato la scorsa settimana in Parlamento “prevede trasferimenti di responsabilità. E dobbiamo realizzare una serie di impiantistiche intermedie, perché comunque, tutto quello che abbiamo adesso non è sufficiente per la Campania. E’ impiantistica vecchia sufficiente per poco più della metà della popolazione”.
27 dic 2010
Categoria:
Politica
Caldoro scarica “munnezza” su Comune di Napoli e Asia
Carmine Bonanni
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