30 set 2010
Categoria: News

Si impicca dopo essere stato licenziato operaio di Castellammare

Nadia Sessa

Un operaio dell’indotto Fincantieri di Castellammare di Stabia in crisi produttiva da tempo, si è tolto la vita impiccandosi, dopo essere stato licenziato. Lo ha reso noto Giovanni Sgambati, segretario della Uilm Campania. Secondo quanto si è appreso, l’operaio Vincenzo Di Maio, 35 anni, viveva a Castellammare di Stabia. Secondo alcune informazioni provenienti dai sindacati, l’uomo, sposato con figli, faceva parte di una piccola ditta di pulizie dell’indotto Fincantieri che però, al contrario di altre 70 imprese dell’indotto,  non aveva attivato le procedure per la cassa integrazione, licenziando in tronco i suoi dipendenti. Un altro aspetto della lunga crisi produttiva che attanaglia da mesi lo stabilimento di Castellammare di Stabia. Poche settimane fa la Fincantieri aveva presentato un piano industriale che prevedeva la chiusura dei cantieri di Castellammare di Stabia mettendo a rischio i posti di lavoro di 700 persone e 1000 per l’indotto. La decisione aveva scatenato forti proteste nella città stabiese. Proteste che arrivarono fino a Santa Lucia alla sede della Regione, dove un gruppo di manifestanti venne caricato dalla polizia.  Poco dopo il progetto di ristrutturazione era stato ritirato con l’apertura di un tavolo di trattative con i sindacati. Il suicidio dell’operaio della Fincantieri rappresenta “un fatto grave che ci addolora molto” è il commento del leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Vincenzo era stato licenziato da circa un anno, ma da allora non aveva più trovato un posto di lavoro. Fino a quattro mesi fa aveva vissuto con il sussidio di disoccupazione: il suo corpo, ormai senza più vita, è stato ritrovato in un garage.

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