L’unico reddito da lui dichiarato era quello relativo ad una modesta pensione di invalidità. Il tenore di vita che conduceva, però, faceva pensare a entrate ben più cospicue. Del resto, Antonio Collaro di soldi ne avrà guadagnati visto che il suo ‘lavoro’ era trafficare cocaina, fino a 100 chilogrammi, dal Sud America a Napoli. Non solo, era intestato alla moglie un fabbricato del valore di 500mila euro: stabile che è stato sottoposto a sequestro patrimoniale di prevenzione dalla Guardia di finanza di Napoli. A carico di Antonio Collaro, 53 anni, c’era una condanna detentiva a 11 anni, per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio e al traffico internazionale di stupefacenti, fatti risalenti alla fine degli anni ’90. L’indagine patrimoniale, eseguita dai finanzieri del gruppo di Torre Annunziata e delegata dalla Dda di Napoli, ha fatto emergere una netta sproporzione tra i redditi ‘leciti’ dichiarati nel tempo da Collaro e dalla moglie, ed il tenore di vita ed il patrimonio detenuto da quest’ultimo e intestato alla moglie. Ecco perché, al termine delle indagini, la Dda ha richiesto al Tribunale di Napoli, sezione misure di prevenzione, il sequestro di beni intestati formalmente alla moglie e nella disponibilità di Collaro.
Per lo Stato è indigente, ma vive in una villa e fa il nacrotrafficante
Irene Ferrara
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