20 set 2010
Categoria: Cronaca, News, Politica, Società

Parentopoli e consulenze d’oro, la casta non molla.

Nadia Sessa

di Nadia Sessa

Mentre il sangue di San Gennaro tornava a sciogliersi per dare ancora una volta speranza ai fedeli, il sindaco Rosa Russo Iervolino pregava nel Duomo affinché il Santo oltre al sangue donasse ai napoletani anche un po’ di lavoro vista la crisi economica che attanaglia la città. Peccato però che a pagare nei momenti difficili siano come al solito le persone comuni. Nonostante i proclami di tagli e cinghie strette per cercare di non far affondare la nave comunale, la casta dei trecentomila consulenti alias “tecnici”, continua a lavorare indisturbata, protetta dalla coltre di omertà delle istituzioni che tenendo  toni bassi cercano di svirgolare sulla questione.
Infatti a discapito della politica di austerity promessa da Brunetta, ma impossibile da attuare per un uomo solo, il numero degli incarichi esterni affidati a vario titolo dalle autorità locali è cresciuto del 13,9% rispetto all’anno precedente. A Napoli Rosetta ha una curatrice d’arte direttamente dalla Germania a cui corrisponde 100mila euro all’anno, per curare in qualità di direttore artistico, delle mostre temporanee del Pan, il Palazzo delle Arti che nonostante il cachet non proprio esiguo garantito all’esperta non ha fatto registrare entusiasmi di pubblico. Per il Forum delle culture inoltre, un consulente “apposito” incasserà da qui al 2013 un assegno di ben 84mila euro. Per non parlare della geniale ed indispensabile figura del consulente in materia di ‘educazione degli adulti’, talmente fondamentale che la Regione Campania ne ha almeno due, per la modica cifra di 300 milioni di euro ma, sia ben chiaro, diluiti in due anni. Eredità più che pesanti di cui l’attuale amministrazione Caldoro ha difficoltà   a liberarsi, come ad esempio del contratto al consulente per l’assistenza tecnica al punto di contatto nazionale del Programma PoMed, i cui servigi restano ai più oscuri. E come se non bastasse ora a far brillare le qualità di questi 15 anni di amministrazione Bassolino è scatta anche l’inchiesta denominata Parentopoli che, indaga su una serie di immobili di proprietà del Comune, abitati da parenti , amici, mogli, amanti e chi più ne ha più ne metta, di personaggi legati a vario titolo al mondo amministrativo cittadino. Ma la bufera sembra molto più intensa di così e il ciclone se dovesse ingrossarsi, potrebbe coinvolgere anche ranghi della polizia municipale, cioè lo stesso corpo di pg che sta conducendo le indagini sulla cricca dei palazzinari partenopei, in perfetto stile ‘Segreto di Pulcinella’. Gli appartamenti in questione inoltre si trovano tutte tra i quartieri di Chiaia e Posillipo, e non si fanno certo mancare la vista mozzafiato sul Golfo di Napoli, con quotazioni che si aggirano attorno ai 10mila ero al metro quadro. Ora dunque, urge capire quali siano stati i criteri di assegnazione di queste perle del tesoro immobiliare comunale e soprattutto chiarire chi sapeva e ha chiuso occhi e orecchie.

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