Se Napoli ieri grazie all’intervento dell’esercito si era leggermente alleggerita di sacchetti, non sta certamente meglio la provincia, sono ancora 4000 le tonnellate per le strade, drammatica la situazione soprattutto nell’area flegrea. Colpa anche dello sciopero dei 450 lavoratori prima inquadrati da Enerambiente, che ha fatto saltare questa notte la raccolta in diversi quartieri di Napoli e nella provincia. I lavoratori di Enerambiente, trasferiti a due nuove societa’ di Genova che hanno vinto l’ appalto per la raccolata dei rifiuti, non hanno ancora percepito le spettanze arretrate di novembre ed hanno indetto una protesta. Nel quartiere collinare del Vomero ed in diverse zone del centro, così, i sacchetti di rifiuti hanno ripreso ad accumularsi. Ieri la giacenza per le strade era scesa ad 800 tonnellate, ma fermarsi una notte non è una cosa che ci si può permettere. E in tema raccolta differenziata il capoluogo campano non ne esce vittorioso. Sono infatti solo due i centri urbani che riceveranno fondi dalla Regione Campania in qualità di “comuni ricicloni”. Si tratta di Acerra (sede dell’unico termovalorizzatore regionale, la cui amministrazione sta per vedersi accreditare un assegno da poco più di 226mila euro) e Casoria. In tutta la Campania i contributi per i piani di raccolta differenziata ammontano a un milione e 29mila euro. Intanto però possiamo consolarci con una buona notizia, che riaccende perlomeno qualche speranza. Riparte infatti l’operazione di rilancio dell’immagine e dell’offerta turistica: da oggi a sabato i 30 principali tour operator dell’Est Europa e di Olanda, Belgio e Lussemburgo incontrano gli operatori turistici campani di Confindustria e di Confcommercio.
Napoli e provincia ancora invase di sacchetti, ma c’è speranza per il turismo
Irene Ferrara
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