7 ott 2010

ESCLUSIVA CRC. A Napoli la differenziata funziona. E anche bene.

Redazione

di Carmine Bonanni

Napoli città virtuosa sul fronte della raccolta differenziata. A sostenerlo è uno studio dell’Ires Cgil, che pubblichiamo in esclusiva, secondo il quale “è falso sostenere che Napoli non è progredita su questo terreno”. Vanno così a cadere i luoghi comuni peggiori. Quelli, per intenderci, che cavalca, in queste ore, anche il premier, indicando nel sindaco Iervolino la colpevole di tutti i mali.
Gran parte dei capoluoghi italiani a cominciare da Roma (20,07%), secondo l’Istituto, ha una percentuale di differenziata solo leggermente superiore a quella di Napoli (19,05%). “In due anni - precisa l’Ires - Napoli ha visto crescere le sue percentuali passando dall’11 per cento del 2007 al 19 per cento del 2009. Nessuna città d’Italia in ventiquattro mesi ha registrato tali progressi. Milano, nel 2008 registrava una percentuale di raccolta differenziata pari al 35,9% e registra una crescita di soli 0,1% punti, Genova è ancorata ad una percentuale di poco superiore al 20%, così pure Trieste, Torino nell’ultimo anno registra un incremento par allo 0,8%”.
“Città con un milione di abitanti - rileva l’Ires - per raggiungere il 30 per cento di raccolta differenziata hanno impiegato dieci anni. Altra città campana, per così dire virtuosa, è Salerno in cui la percentuale di raccolta differenziata raggiunge il 49%”.
La questione demografica è, però, determinante. Città caratterizzate da un peso metropolitano centripeto come Napoli, appunto, hanno maggiori difficoltà a gestire un’attività di questo genere, in pratica una città di un milione di abitanti sopporta quotidianamente il peso di circa duemilioni di presenza tra residenti ed “immigrati” per lavoro.
“Il passaggio dall’11% del 2007 al 14% (+3%) del 2008 fino al 19% (+5% nell’ultimo anno +8% in due anni) nel 2009 dimostra-  conclude l’Ires - che il sistema “funziona”, pur nelle varie emergenze e nelle complesse situazioni di natura politica che si intrecciano. Nessuno può affermare, ed è oltremodo ingiusto verso i napoletani e ingeneroso verso i lavoratori del settore - conclude la ricerca – che la raccolta differenziata in questa città non si fa”.

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