26 gen 2011
Categoria: Attualità, News, Sanità

A rischio chiusura molte imprese sanitarie private campane

Irene Ferrara

Entro un paio di mesi potrebbero chiudere “buona parte” delle imprese della sanità privata campana. A lanciare l’allarme i vertici locali delle associazioni di categoria e le rappresentanze sindacali del comparto di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Secondo i rappresentanti di categoria, qualora le strutture dovessero chiudere, non solo si arrecherebbe un danno ai cittadini, ma “andrebbero persi soltanto, a Napoli, 4mila posti di lavoro, dato che costituiscono circa la metà degli attuali livelli occupazionali”. “Per tentare di sanare almeno in parte la situazione, chiediamo – ha detto Giovanni Severino, presidente della sezione Sanità dell’Unione industriali di Napoli – che la Regione, in mancanza di risorse disponibili nell’immediato, provveda quanto meno alla certificazione dei crediti vantati dalle imprese al fine di ottenere dalle banche le anticipazioni necessarie a fronteggiare il momento di difficoltà”. Difficoltà e rischio chiusura che non riguardano soltanto le imprese napoletane. “Il problema dei crediti avanzati dalle aziende private nei confronti della sanità pubblica – spiega Ottavio Coriglioni, presidente del Raggruppamento regionale di Confindustria Sanità – è diffuso e grave in tutta la regione sia per la quantità degli importi dovuti sia per l’incredibile ritardo, a volte pluriennale, dei tempi di erogazione. E’ ora di porre – ha proseguito – definitivamente argine a questo mal costume, il risanamento dei conti pubblici non può essere fatto sulla pelle di chi, al contrario di altri, è efficiente e competitivo, ovvero le imprese private del comparto”. Una situazione che secondo il responsabile del Dipartimento Sanità de La Destra Silvio Settembrini ha assunto “una dimensione di tipo emergenziale a cui vanno date risposte soprattutto politiche”. In questa ottica, Settembrini chiede la convocazione di un tavolo di concertazione della maggioranza politica presente in Consiglio regionale che, insieme al presidente Caldoro, “si renda subito operativo per dirimere la questione dei Commissari Asl in scadenza, la nomina dei nuovi direttori delle aziende ospedaliere e territoriali e per sciogliere il nodo della riassunzione in Giunta della figura dell’assessore alla Sanità”.

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