Ancora poche ore e poi, finalmente, sapremo quale sarà il futuro di Mazzarri, legato da un contratto ad una società che ha creduto in lui ancor prima di raggiungere la Champions, ma che per due mesi ha dovuto glissare sul detto e non detto del tecnico livornese, onde evitare di alimentare pericolose polemiche.
L’incontro con De Laurentis ancora non si è tenuto, eppure qualcosa è già accaduto; i due contendenti si lanciano messaggi.
Da un lato vi è il presidente che ancora non ha ritenuto di ricevere l’allenatore, il quale, dal canto suo, nella conferenza stampa di presentazione della sfida alla Juve ha “tentato” di giustificarlo ricordando i suoi tanti impegni; prime prove di disgelo.
Di sicuro, una sorta di riavvicinamento da parte del tecnico c’è stata, in quanto Mazzarri ha riconosciuto che le probabilità che resti anche il prossimo anno a Napoli, sono cresciute di molto e che, addirittura, per “i tifosi potrebbe restare anche tutta la vita”; ora la palla è nei piedi di De Laurentis.
Ancora poche ore e poi, finalmente, conosceremo le loro verità, quelle indolori e di facciata, se tutto si dovesse risolvere con sorrisi e pacche sulle spalle, ovvero quelle “vere e dolorose” dove i duellanti non esiterebbero a scaricarsi addosso le reciproche responsabilità.
In questi mesi è stato scritto e detto tutto e il contrario di tutto, si è rischiato di buttare al vento una stagione magnifica, quando poi sarebbe stato sufficiente che l’ottimo tecnico livornese avesse risposto alla domande dei giornalisti, come ha fatto nella conferenza stampa pre-Juve “…sono a disposizione della società, loro dovranno darmi le linee guida e io sono pronto a guidare la squadra per la prossima stagione. Sono un dipendente, altre cose deve dirle la società. Il presidente dice che ho un contratto? Meglio così, quella è una parte dell’accordo, poi va fatto il programma…”.
Ancora poche ore e poi, finalmente, tutto sarà finito nel modo migliore, con il Napoli in Champions, con i tifosi felici, con il presidente con le idee chiare sul futuro di Mazzarri, e con l’allenatore (forse) pentitosi del suo atteggiamento in nome del grande amore manifestatogli dai tifosi azzurri e pronto a ricominciare l’avventura all’ombra del Vesuvio.
di Ferruccio Fiorito

