I lavoratori del Museo Archeologico Virtuale di Ercolano esprimono preoccupazione per il forte ridimensionamento del personale a causa del taglio dei fondi. E lo fanno con una lettera indirizzata ai presidenti di Regione Campania, Provincia di Napoli e al sindaco di Ercolano ovvero i tre soci della Fondazione ‘Cives’ che gestisce il Mav. I nove giovani dipendenti, quasi tutti con contratto part – time al 50% impiegati dal luglio 2008 in varie mansioni, chiedono sensibilizzazione alla vicenda e l’apertura del Mav nel pieno delle sue regolari attività. E le voci di un ridimensionamento che potrebbe preludere ad una chiusura, sono sempre più concrete. “Abbiamo da poco appreso nell’ultima riunione del personale – scrivono nella lettera – che tre unità riceveranno a breve il preavviso di licenziamento con una conseguente riduzione delle attività museali, tutto ciò per effetto dei tagli ai fondi destinati alla nostra Fondazione”. Il Mav inaugurato il 9 luglio 2008 è costato 5 milioni di euro e ha visto l’affluenza nei primi due anni di 200mila visitatori, grazie a settanta installazioni virtuali di ultima generazione che riproducono usi e costumi degli antichi abitanti. Oggi i lavoratori sentono il dovere di “fare quel massimo sforzo affinché quel gioiellino – scrivono – di cui tanti andavano fieri alle varie inaugurazioni (adesso, nel momento di crisi dove sono?) non diventi un ennesimo caso spreco di denaro pubblico, altra cocente delusione per l’intera città di Ercolano”. Infine un monito e un accorato appello: “abbiamo giàsofferto abbastanza negli ultimi tempi – concludono – con licenziamento di preziose unitàlavorative lo scorso anno, riduzione dei contratti pochi mesi fa (part – time dall’80% al 50%) e tutt’ora vantiamo in media tre stipendi arretrati”. Sulla vicenda la Cgil chiede un ‘intervento urgente’ di Regione, Provincia e Comune.
Mav Ercolano, i lavoratori lanciano l’Sos
Redazione
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