30 ott 2011

Strade bucate: il giallo dei lavori non pagati

Antonio Corbo

“Ufficio Reclami” di Crc registra un colpo di scena nel secondo atto sullo scandalo delle strade bucate. Anna Donati in una lunga intervista ad Ornella Mancini riconosce che i dissesti non solo provocano danni, ma sono quotidiani e ormai insopportabili per i cittadini. Il 93 per cento dei napoletani, secondo un sondaggio , ritiene insicure le strade.

L’assessore alla mobilità conferma che il Comune sta per avviare un piano. Ma attribuisce alla Regione il mancato pagamento delle opere eseguite da 82 imprese costrette a fermarsi. Rivendicano 93 milioni di euro e si sono ormai rivolte ad un legale per le ingiunzioni di pagamento.

“No, è il Comune che non paga” smentisce Luca Cuzzolino che rappresenta le 82 aziende, con tutti i cantieri chiusi. Molte sono sull’orlo del fallimento.

Nel corso della puntata è intervenuto Mario Santangelo, promessore emerito di Chirurgia e trapianti, ex assessore alla Sanità della giunta regionale di centrosinistra. Su una vicenda che riguarda l’Asl 1 ha espresso il suo disappunto. Tra le altre emergenze c’è quella delle ambulanze del 118. Sono 9 su 10 fuori uso per gomme lisce, portiere che non si chiudono, guasti vari. L’Asl paga però le ambulanze dei privati noleggiate per motivi urgenti. Non potrebbe destinare quelle somme, è stato rilevato, per riparare con altrettanta urgenza le ambulanze ferme?

Ha osservato Santangelo: “La tecnica del soccorso, i mezzi, la rete di emergenza nella sua concezione e tempistica rappresentano un modello inadeguato di Sanità che arretra la Campania rispetto da altre regioni”.

“Ufficio Reclami” ha registrato anche le proteste dei ristoratori per la concorrenza delle partite del Napoli quando gioca in notturna. Al telefono ha lanciato un allarme sulla crisi del settore Fofò Ferriere, titolare del “Tallioo!” di San Giorgio a Cremano, un pub di tendenza. “Bisogna fare qualcosa, almeno anticipare alle 18 le partite serali”. Ma sono contrari a questa ipotesi i titolari di boutique. Sarebbe compromesso lo shopping.

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