Le aveva chiesto pochi spiccioli, cinque euro; gli servivano per andare a comprare l’ennesima dose di droga. Lei però ha risposto di no, ancora una volta. Scoppia una lite, l’ennesima, questa volta dall’ esito drammatico. Lei infatti, una giovane ventenne della periferia di Torre del Greco, è finita nelle scorse ore in ospedale, al pronto soccorso. I medici le hanno riscontrato lividi ed escoriazioni su tutto il corpo, frutto di violenze, percosse e di quei morsi, terribili, ricevuti dal suo convivente, un ragazzo incensurato di 22 anni, anche lui della periferia di Torre del Greco. Morsi, tanti morsi, ed una ferita al capo. In questo stato ha ridotto la sua convivente, una violenza brutale e selvaggia; tutto sotto gli occhi innocenti di sua figlia, una bambina di soli tre anni. Un San Valentino di sangue quello che si è consumato ieri all’ombra del Vesuvio. Domenica notte l’accaduto. I due litigano, lui è una furia: prende una mazza ed inizia a picchiarla. La colpisce forte al volto, al punto da procurarle una ferita in viso. Ma non finisce qui. L’uomo è fuori di sé: prende a morsi la sua compagna, sulle spalle, sui fianchi, sul dorso. Stando a quanto ricostruito dai carabinieri l’uomo abusa di sostanze stupefacenti di ogni tipo. Pare che l’altra sera si trovasse sotto l’effetto di un mix di droghe. Il giovane 22enne ferisce la sua convivente, ma lei riesce a sottrarsi alla sua violenza: prende il telefono ed avverte i carabinieri. Dopo pochi minuti i militari del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Torre del Greco sono fuori l’appartamento della donna. La trovano in condizioni disperate; avvisano i soccorsi e si mettono sulle tracce del convivente. Dopo pochi minuti l’aggressore 22enne è già in manette, raggiunto e bloccato in strada dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Torre del Greco. L’uomo è stato arrestato con le accuse di tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia ed è in attesa di rito direttissimo. La donna invece è stata giudicata guaribile dai sanitari in dieci giorni. Il caso, l’ennesimo, riporta alla ribalta le storie di maltrattamenti subite tra le mura domestiche dalla donne della provincia di Napoli. A pochi chilometri da Torre del Greco c’è chi, di queste storie, ne conosce molte. Gli operatori di Lilith, il centro antiviolenza di San Sebastiano al Vesuvio che offre alle donne vittime di violenza assistenza e supporto gratuito, lanciano l’allarme e parlano di un vesuviano malato di violenza e di maltrattamenti familiari. “Simili fatti – spiega Vera Guida, coordinatrice dello sportello antiviolenza di Lilith – sono la punta di un iceberg. Non è un caso isolato, ne siamo consapevoli, è una situazione estremamente diffusa, anche alle falde del Vesuvio, nei paesi della fascia vesuviana. È necessario iniziare a chiamare le cose con il proprio nome, e cioè che la violenza domestica non è una cosa legata soltanto a fasce povere di disagio sociale, ma un problema diffuso che non trova riscontro nelle statistiche. Le donne hanno grosse difficoltà a denunciare”.
Ferdinando De Luca

