Entrando speravano di venire baciati dalla dea della fortuna. Ad attenderli al tavolo da gioco però non c’era la dea bendata, ma la rete dell’usura. E così chi, entrando nella sala Bingo, sognava di venir baciato dalla dea poteva trovarsi “strangolato” da una casalinga di mezza età che trasformava in incubo una già drammatica esistenza. È quanto è emerso al termine di un’articolata attività in materia di usura condotta nelle scorse settimane dalla Procura della Repubblica di Nola e dai finanzieri del Comando Provinciale di Napoli e commessa, secondo gli inquirenti, in danno di alcuni privati cittadini dell’hinterland napoletano. Tutti giocatori le presunte vittime di usura, tutte persone attratte dal gioco perchè cercavano nella sorte una soluzione ai propri problemi finanziari. Seduta al tavolo accanto ai “bisognosi” c’era lei, una giocatrice come gli altri, Carolina Romano, 50enne di Pollena Trocchia. La donna nelle scorse ore è stata condotta in arresto dagli uomini della Compagnia della Guardia di Finanza di Casalnuovo di Napoli agli ordini del capitano Antonio Antonucci per i reati di usura ed estorsione poiché secondo gli inquirenti, a fronte di piccoli prestiti, la donna applicava interessi con percentuali altissime, anche del 500%. L’arresto è stato eseguito nelle scorse ore al termine di una articolata attività d’indagine condotta dalla Compagnia di Casalnuovo di Napoli. Le indagini sono scattate in seguito ad una denuncia presentata alle Fiamme Gialle da una donna di Pomigliano d’Arco che ha raccontato di aver ricevuto dalla donna una richiesta di 200.000 euro a fronte di un prestito di 4.000 euro. Un tasso d’interesse del 500%. Le indagini condotte dagli inquirenti si sono servite anche dello strumento delle intercettazioni telefoniche. Dalle conversazioni telefoniche è emersa l’immagine di una donna accorta e astuta: i soldi ad esempio diventavano “bottiglie di vino” o “damigiane”; ci si raccomandava inoltre di parlare poco per non esser ascoltati. Una donna dall’aspetto al di sopra di ogni sospetto: all’apparenza infatti dava l’impressione della più classica ed innocua casalinga con il vizio del gioco. Invece era proprio lì, nella sala da Bingo che, secondo gli inquirenti, stringeva gli accordi usurari; era proprio tra una partita e l’altra che, secondo quanto ricostruito dalle indagini, quantificava dazioni e restituzioni e applicava interessi ben più elevati rispetto a quelli legali a persone bisognose che cercavano nella sorte una soluzione ai propri problemi finanziari. Secondo quanto riportato dagli inquirenti le vittime venivano avvicinate dalla donna che, con fare gentile, offriva aiuto. Carolina Romano si sarebbe quindi mostrata disponibile ad elargire piccole somme di denaro “per arrivare a fine mese”; la restituzione sarebbe poi dovuta avvenire più in là, ma con gli interessi. Secondo quanto reso noto dagli inquirenti le vittime, spinte dalla necessità, avrebbero acconsentito, e sarebbero così cadute in una spirale di continui prestiti ed interessi che crescevano giorno dopo giorno visto che le vittime non sarebbero più riuscite a restituire i debiti. AI termine delle indagini condotte dagli uomini delle Fiamme Gialle, la Procura di Nola ha avanzato una richiesta di applicazione di misura cautelare al GIP alla sede che, concordando con le tesi investigative esposte, ha emesso un’ordinanza limitativa della libertà personale nei confronti di Carolina Romano che è stata posta agli arresti domiciliari per i reati di usura e di tentata estorsione.
17 dic 2010
Categoria:
Cronaca
Rovinati dalla passione per il Bingo
Carmine Bonanni
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