28 lug 2011
Categoria: Cronaca

Raddoppia il numero dei bimbi rom nelle scuole di Scampia

Redazione

Nell’anno 2004/05 erano 43 gli alunni rom iscritti al decimo circolo didattico di Scampia mentre oggi, grazie al progetto “diritto alla scuola. Diritto al futuro”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con il Banco di Napoli e la Fondazione Banco di Napoli per l’infanzia, i numeri sono più che raddoppiati. Negli ultimi due anni, da quando cioé ha preso il via il progetto, i piccoli studenti hanno raggiunto quota 83 nel 2009/10 e quota 108 nel 2010/11. La maggior parte del lavoro si è svolta nell’area a Nord di Napoli dove la comunità rom conta un ottantina di famiglie per un totale di 140 persone che rappresentano il 20% dei rom di tutta la provincia partenopea. Tra i problemi c’é quello della frequenza che quest’anno solo nel 39% dei casi è stata regolare, nel 36% è stata irregolare e nel 26% è stata sporadica o nulla. Per quanto riguarda la frequenza media quadrimestrale nei primi quattro mesi è stata del 62% mentre nel secondi è stata del 68%. Scopo del progetto, che con numeri minori ha interessato anche l’area di Ponticelli, è quello di promuovere il successo scolastico degli alunni rom, prevenire l’accattonaggio ed educare alla convivenza tra diversi. “Abbiamo deciso di puntare sulla scuola – ha spiegato Antonio Mattone – e di conseguenza sui minori in quanto in Europa il 50% dei rom ha un’età inferiore ai 18 anni”. “Negli ultimi 5 anni – ha sottolineato Enzo Somma, responsabile del progetto – il numero degli iscritti è raddoppiato ed oggi rappresentano il 15% degli alunni dell’istituto. Ovviamente quello che fa pensare è il dato dell’evasione scolastica che nel 19% dei casi ha portato a bocciature. I dati che più colpiscono sono due. Il primo è che al Decimo circolo di Scampia il numero di iscritti in 5 anni è raddoppiato e questo vuol dire che c’é una richiesta di scolarizzazione da prendere in considerazione mentre dall’altro c’é, ed è il motivo per il quale abbiamo scelto di dar vita a questo programma, c’é un problema di fragilità di questa domanda in quanto non si è regolari nella frequentazione. Tre gli interventi posti in essere: il monitoraggio, una borsa di studio che viene erogata dopo aver sottoscritto un contratto con le famiglie che si impegnano a garantire una frequenza più regolare che prevede al massimo tre assenze al mese e la partecipazione a tutte le attività della scuola e delle associazioni del quartiere e devono non utilizzare i bambini per mendicare e, infine i sopralluoghi. Man mano che le famiglie venivano a conoscenza della nostra iniziativa i piccoli hanno cominciato ad avere una frequenza maggiore”. Diverse le testimonianze dei bambini rom, tra queste c’é quella di Kevin, 7 anni, fa parte di una famiglia di artigiani serbi e che al questionario su quello che più gli piace della scuola ha risposto: “fare amicizia”. E poi la storia di Elena e dei suoi 4 figli. Lei, donna rom del campo di Ponticelli, ringrazia Dio e la scuola perché oggi i suoi bambini hanno tanti amici. Per loro la scuola è stata la vera salvezza”.

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