18 dic 2011
Categoria: Arte, Cronaca

Pompei resta una priorità per il governo Monti

Redazione

Pompei “resta una priorità” anche per il nuovo governo – assicura il neoministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi, in visita questa mattina al sito archeologico – ma i lavori di restauro e manutenzione finanziati dall’ Ue con 105 milioni di euro non potranno cominciare che tra settembre ed ottobre 2012. Ciò per i tempi tecnici necessari all’ espletamento dei bandi di gara europei. I fondi europei, peraltro – fanno sapere fonti del ministero – saranno accreditati verso il 20 febbraio. Entro il primo trimestre del 2012, invece, potranno essere avviati i lavori che non necessitano di gare d’appalto, precisa il segretario del Mibac Antonia Pasqua Recchia. Procede più lentamente di quanto annunciato dal commissario Ue per le politiche regionali Johannes Hahn, nel sopralluogo effettuato il 7 novembre scorso, dunque, l’ opera di messa in sicurezza dalle intemperie dei circa 1500 edifici dell’ area archeologica più famosa del mondo. Notizie migliori per la disponibilità di personale. Ornaghi ha confermato ai giornalisti che a breve, forse già ai primi di gennaio, arriveranno 20 nuovi assunti, tra i quali 7-8 archeologi e cinque operai. Attualmente, per il sito archeologico, tra i più grandi del mondo (oltre 2 milioni e 300 mila visitatori nel 2010) vi è in organico un solo archeologo, il direttore degli Scavi Antonio Varone. “E’ una prima parziale risposta – dice Ornaghi ai giornalisti – grazie al cielo qui a Pompei, anche con i prossimi pensionamenti, siamo andati un po’ in controtendenza ed avremo un turn-over. I 20 tecnici ci consentiranno di sopperire alle necessità più urgenti”. Ma la scarsità di personale e la conflittualità sindacale restano uno dei nodi principali della gestione del sito, che rischia di restare chiusa ai visitatori a Natale e Capodanno. Va a vuoto l’ incontro tra i vertici del Mibac ed il segretario della Cisl-Beni culturali Claudio Calcara. I fondi per pagare i custodi nelle giornate festive al momento non ci sono. “Bisogna autorizzare lo sforamento a livello locale del budget disponibile per le aperture dei siti culturali nei giorni festivi – dice Calcara – ed i lavoratori di Pompei non hanno ancora ricevuto le spettanze per le festività dell’ anno scorso”. Per la Uil, la chiusura si può ancora scongiurare, “ma ci sono solo 48 ore di tempo per trovare una soluzione credibile”. E la mancanza di custodi impedisce anche l’ apertura al pubblico delle magnifiche Terme Stabiane, appena recuperate, che il ministro Ornaghi visita in anteprima, accompagnato dal presidente del Consiglio Superiore per i Beni culturali Andrea Carandini, dal direttore per le antichità Luigi Malnati e dai vertici del Mibac. “Forse potremo aprire per un giorno a settimana, facendo ruotare i custodi – dice il direttore degli Scavi Antonio Varone – ma non sappiamo quando ci riusciremo”. E’ più ottimista il ministro, che segue assorto la visita guidata al Tempio di Venere, alla Casa del Menandro, alle Terme Stabiane ed al Teatro Piccolo. “Alcune case sono mantenute bene. In altre c’é inevitabilmente un problema di manutenzione che deve rientrare nell’ ordinario”, dice al termine del sopralluogo. Non ha voluto vedere Domus e muri crollati nei mesi scorsi. “Mi interessava fare una riunione sostanziale e testimoniare la mia vicinanza”, spiega. Poi ribadisce che “il rapporto con i privati è il tema importante per il Paese nei prossimi decenni e si accompagna all’ iniziativa dell’ Unesco”. All’esterno lo aspetta un presidio di archeologi ed associazioni che chiedono che non si sospendano gli Scavi a Longola, dove è affiorato un insediamento abitativo preistorico del II millennio avanti Cristo.

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