2 ago 2011
Categoria: Cronaca, Economia

Operaio Fiat tenta il suicidio dopo la notifica della cig

Redazione

Ha ricevuto nei giorni scorsi la lettera della Fiat che lo informava di altri due anni di cassa integrazione, lui che di quella misura ha usufruito già negli ultimi tre anni. Da allora sono state ore tormentate, in cui per la testa passa di tutto: la preoccupazione per una famiglia da portare avanti con due figli di 11 e 18 anni, un lavoro che manca ormai da troppo tempo per chi ha solo 44 anni, un futuro tutto da decifrare. Carmine P., operaio dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, deve aver pensato a questo ed altro ancora prima di ritrovarsi a terra in una pozza di sangue dopo essersi ferito chiuso in bagno con un taglierino ai polsi, all’addome e al collo. Ora è in prognosi riservata ricoverato nell’ospedale napoletano ‘San Giovanni Bosco’ e rischia la vita dopo essere stato sottoposto a intervento chirurgico. L’uomo è stato trovato agonizzante dalla moglie nel bagno della propria abitazione in via Bakù, nel quartiere Scampia di Napoli, ed è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per cercare di suturare tutte le ferite. Le sue condizioni sono gravi: “La prognosi rimane riservata ed è ancora in pericolo di vita – ha detto il direttore sanitario dell’ospedale, Giuseppe Matarazzo – in questo momento è ricoverato in rianimazione e purtroppo ha perso moltissimo sangue”. Numerose le ferite che si è procurato con un oggetto appuntito e tagliente: alcune, come quelle al lato destro del collo e all’addome, sono particolarmente profonde. L’operaio, che non è iscritto ad alcun sindacato, lavora al reparto montaggio del modello Alfa 159 nello stabilimento Fiat di Pomigliano, fabbrica per la quale il Lingotto ha chiesto ed ottenuto la cig straordinaria di due anni per cessazione di attività. Il Vico, infatti, è interessato da ristrutturazione per consentire il passaggio dei lavoratori alla newco Fabbrica Italia Pomigliano, che produrrà la nuova Panda. Nello stabilimento si fabbrica ancora il modello Alfa 159, mentre è ormai dismesso da un anno l’altro modello, l’Alfa 147. Per la Uil alla base dell’insano gesto potrebbe esserci un tragico malinteso: “Forse ha male interpretato la lettera della Fiat che comunicava la nuova cassa integrazione – afferma Crescenzo Auriemma, segretario regionale della Uilm Campania – credendo che non vi fosse una via di sbocco. E’ vero che la cassa integrazione è per due anni, ma noi contiamo di far entrare nella newco tutti i lavoratori entro la metà del 2012″. Solidarietà è stata espressa da tutto il mondo sindacale. “L’attenzione dell’opinione pubblica negli ultimi mesi è stata molto più concentrata sull’aspetto meramente sindacale della vicenda Fiat, piuttosto che su quello umano e sulle reali condizioni di vita di tanti operai”. E’ questo il commento del consigliere regionale del Pd, Corrado Gabriele, in merito al tentato suidicio del lavoratore dello stabilimento automobilistico di Pomigliano d’Arco (Napoli). L’operaio aveva ricevuto una lettera dalla Fiat con la quale si comunicava l’ulteriore cassa integrazione di due anni per cessazione attività del Giambattista Vico. “La Fiat – secondo l’ex assessore regionale al lavoro – dovrebbe fornire maggiori rassicurazioni ai lavoratori e chiarire bene quali sono le prospettive del sito produttivo. Altrimenti, nel silenzio, rischia di rendersi responsabile di un grave stato di tensione che si manifesta anche attraverso tragedie umane e personali come quella che stiamo commentando in queste ore”.

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