Si conclude lunedì 20 febbraio la campagna promossa dal comitato “L’Italia sono anch’io”: una raccolta firme, su tutto il territorio nazionale, per la promozione di due leggi di iniziativa popolare per i diritti di cittadinanza e di voto ai migranti.
A Napoli, la folta schiera delle organizzazioni promotrici – che vede insieme associazioni e cooperative sociali impegnate nel campo dell’immigrazione, da CGIL a Libera, alle Librerie Feltrinelli, all’ANCI Campania – terrà, in occasione della conclusione della campagna – un convegno sul tema.
Appuntamento alle 17,30 al centro culturale “La città del Sole” in vico Maffei 4.
Insieme a Piero Soldini, responsabile dipartimento Immigrazione CGIL nazionale, e Antonio Russo, Responsabile Immigrazione delle ACLI, dei comitati nazionale e regionale, parteciperanno all’incontro le associazioni e le cooperative sociali campane promotrici e i musicisti Marcello Colasurdo, Marzuok, Faillo, Echi flegrei, Les mec de Nana.
All’iniziativa, anche tanti giovani campani di seconda generazione.
L’ITALIA SONO ANCH’IO
La campagna nazionale per la raccolta di firme per due leggi di iniziativa popolare, una di riforma dell’attuale normativa sulla cittadinanza, l’altra sul diritto di voto alle elezioni amministrative, ha preso il via il 22 giugno scorso. L’iniziativa, che si propone di riportare all’attenzione dell’opinione pubblica e del dibattito politico il tema dei diritti di cittadinanza e la possibilità per chiunque nasca o viva in Italia di partecipare alle scelte della comunità di cui fa parte, ha raccolto, soltanto in Campania, oltre 5mila firme.
L’obiettivo è quello di raggiungere, entro il 5 marzo, le 50mila adesioni.
Chi vuole può ancora partecipare, raggiungendo uno dei banchetti organizzati in diverse sedi dal comitato campano de “L’Italia sono anch’io” o la propria segreteria comunale.
Possono firmare le persone con cittadinanza italiana, maggiorenni e residenti in Italia.
Un elenco completo delle iniziative e dei luoghi in cui sono presenti i banchetti è reperibile sul sito www.litaliasonoanch’io.it o sulla relativa pagina Facebook.
IL COMITATO PROMOTORE
Sono 19 le organizzazioni della società civile (Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, CGIL, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 – Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco) che, insieme all’editore Carlo Feltrinelli, si sono fatte promotrici della campagna “L’Italia sono anch’io”. Presidente del Comitato è il sindaco di Reggio Emilia e Presidente dell’ANCI, Graziano Delrio. All’iniziativa hanno aderito le Regioni Liguria, Toscana, Puglia, Emilia Romagna, Umbria; i presidenti delle Province di Firenze, Bologna, Reggio Emilia, i comuni di Milano, Padova, Cagliari, diversi sindaci, tra cui Giuliano Pisapia, numerosi scrittori, parlamentari ed esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo.
Testimonial di due spot di promozione della campagna, lo scrittore Andrea Camilleri e l’attore Paolo Rossi.
IL COMITATO PROMOTORE CAMPANO
Fanno parte del comitato campano: Anci Campania, Acli, Arci, Arcobaleno, Asgi, Caritas, Centro Astalli, CGIL, coop.sociale Dedalus, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Filomena, Garibaldi 101, Hemispheres, Libera, Librerie Feltrinelli, Macchia di Colore, Priscilla, Thomas Sankarà, Uil Campania.
COSA CAMBIA CON LE PROPOSTE DI LEGGE DELLA CAMPAGNA SULLA CITTADINANZA
L’articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce il principio dell’uguaglianza tra le persone, impegnando la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento.
“Nei confronti di milioni di persone di origine straniera – denuncia il comitato L’Italia sono anch’io – questo principio è disatteso”. Infatti, in base alla legge in vigore, non sono cittadini italiani i nati in Italia da genitori di origine straniera, così come non lo sono i ragazzi e le ragazze che vi crescono da italiani pur se i loro genitori non hanno la cittadinanza italiana. Inoltre, i lavoratori stranieri regolarmente presenti in Italia da anni non hanno la possibilità di partecipare alle elezioni delle amministrazioni che governano quelle comunità. Così, in molte città italiane, percentuali importanti di cittadini e di cittadine sono escluse dal voto amministrativo e regionale “rendendo – sottolinea il comitato – la nostra democrazia “incompleta””.
La prima delle due proposte di legge di iniziativa popolare sostenute dalla campagna L’ITALIA SONO ANCH’IO, punta ad assegnare allo ius soli, cioè al diritto di essere cittadini del nostro Paese partendo dal luogo nel quale si nasce e non dalla discendenza di sangue, un ruolo di primario rilievo. La cittadinanza viene inoltre a definirsi come diritto soggettivo e legittima aspirazione delle persone a partecipare a pieno titolo alla vita della comunità e della città, dopo un periodo di soggiorno legale sul territorio, e in tempi ragionevoli. La seconda proposta di legge, afferma il diritto al riconoscimento del diritto di voto amministrativo per chi risiede per un periodo congruo (5 anni) dando la possibilità ai tanti immigrati che hanno scelto l’Italia come paese in cui vivere e far crescere i propri diritti di poter finalmente esercitare i propri diritti di cittadinanza.
LA CAMPANIA
Con 164.268 cittadini immigrati, oltre un terzo di quelli presenti nel sud Italia, la Campania ospita il 3,5% dei migranti che soggiornano regolarmente nel paese ed è la prima regione del Mezzogiorno per numero di stranieri residenti.
La regione “felix”, nel 2010 una delle più avanzate e civili leggi in materia di immigrazione, ritenuta, in modo trasversale, un’eccellenza.
Attraverso di essa, la nostra regione assumeva tutte le competenze per l’inserimento sociale degli immigrati e dando forma ad un sistema di accoglienza fatto di tutela legale e pari opportunità, di garanzia dei diritti fondamentali e di costi calmierati per gli affitti e contro ogni forma di razzismo. Dopo otto anni di incubazione, finalmente veniva licenziato uno strumento teso a regolamentare tutte le materie relative all’ assistenza sanitaria, inserimento al lavoro, edilizia e politiche sociali e che si basava sulla garanzia di accesso ad uno stesso sistema di tutela per i cittadini italiani e non. Uno strumento lasciato senza fiato, perchè mai finanziato, e che ambiva nella sua fase di elaborazione a regolamentare anche le questioni relative alla partecipazione attiva e al voto per gli stranieri. A due anni dalla sua promulgazione non è stata mai insediata neanche la consulta regionale dell’immigrazione, un atto di civiltà che, invece, dovrebbe essere dovuto per i tanti uomini e donne che vivono e partecipano alla vita economica e sociale della nostra regione.
Michela Aprea

