Ogni anno, puntualmente, l’accendersi delle Luci d’Artista, che illuminano il centro di Salerno da novembre a gennaio, è accompagnato da un botta e risposta di manifesti polemici.
Per fortuna, c’è anche chi guarda oltre.
Benché l’apertura ufficiale sia prevista per mercoledì 9 novembre, è già visitabile, negli spazi della Galleria del Corso, la mostra Artisti in Luce, che accompagnerà tutto il periodo delle Luci d’Artista con quattro percorsi tematici, Fuoco, Acqua, Terra, Aria. Una mostra innovativa, organizzata dalla Confesercenti di Salerno, e che vede curiosamente proprio le vetrine dei negozi trasformarsi in piccole gallerie d’arte per opere di maestri contemporanei, salernitani e non. Fino al 14 novembre, ad esempio l’elemento del fuoco anima le pareti della galleria nelle donne della pittrice Santa Rossi e fa capolino dentro le vetrine con i “Volti di Natura” dello scultore sardo Gelsomino Casula. Fuoco che vuol dire magia, fuoco che vuol dire sensualità, fuoco che vuol dire grida a bocca e occhi chiusi.
Ma Artisti in Luce non è solo questo. A sottolinearlo è Umberto Flauto, responsabile di marketing della Confesercenti di Salerno, in prima linea nell’organizzazione di questa particolarissima mostra: «Sarà un momento d’arte a tuttotondo, che coinvolgerà tutti i sensi, non solo la vista: ci saranno mimi, momenti di musica, letture di poesie, e degustazioni di prodotti tipici salernitani di volta in volta collegati con l’elemento conduttore. Tutte cose che non possono certo esser fatte in fretta. Vogliamo invitare la gente a fermarsi, a contemplare, a gustare, a pensare». Sorge spontanea una domanda: questo tipo di approccio non dovrebbe essere incompatibile con una galleria, che è uno spazio fondamentalmente commerciale e “consumistico”? Umberto Flauto non ha dubbi. «È un approccio superato da un pezzo. Ora si tende a guardare alla gente si affaccia alla galleria non semplicemente come “consumatori” ma come persone. Non basta più propinare loro qualcosa di “preconfezionato”, bisogna creare un dialogo in cui il pubblico sia interlocutore e protagonista. E quale linguaggio migliore dell’arte?»
Federica Garofalo

