Un’organizzazione mafiosa collegata al clan camorristico dei “casalesi” è stata sgominata dai carabinieri di Vicenza e dalla Direzione investigativa antimafia di Padova che stanno eseguendo, dalle prime ore dell’alba, 29 provvedimenti restrittivi in Veneto, Lombardia, Sardegna, Campania e Puglia. Gli indagati sono accusati di usura ed estorsione nei confronti di centinaia di imprenditori soprattutto nel nord Italia. Nel mirino però non mancavano imprenditori del Mezzogiorno e del centro Italia. L’attività criminosa del ‘gruppo’, i cui vertici risultano riconducibili a ai ‘clan’ camorristici dei casalesi, nel casertano, resa particolarmente insidiosa dalla delicata congiuntura economica e dal ricorso a modalità violente tipiche dell’associazione mafiosa, si concentrava su soggetti in difficoltà finanziaria, utilizzando come copertura lo schermo legale della società di recupero crediti ‘Aspide’, con sede principale in Padova, base logistica-direzionale da cui promanavano le direttive per i sodali sottordinati, venivano pianificate le attività di riscossione e le spedizioni punitive nei confronti dei debitori insolventi. L’organizzazione, armata, gerarchicamente strutturata con distinzione di ruoli operativi, e diretta con spietata determinazione da Mario Crisci, detto ‘il dottore’ erogava crediti a tassi fortemente usurari che arrivavano fino al 180% annuo.
14 apr 2011
Categoria:
Cronaca
Estorsioni: sull’Italia le mani dei Casalesi
Nadia Sessa
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