26 lug 2011
Categoria: Ambiente, Cronaca

De Biase fa il punto sulla bonifica dell’area Giuglianese

Redazione

Dal 28 giugno sono iniziate le attività di censimento dei 194 pozzi catalogati presso la provincia di Napoli in modo da individuare quelli utilizzati e quelli abbandonati ed a partire dal 12 luglio sono iniziate le attività di campionamento di 74 dei pozzi nell’interno dell’area vasta individuati tra quelli attivi. Da queste analisi è emerso che su 15 pozzi gia analizzati vicini all’area delle discariche solo uno è indenne, 3 hanno dato valori altissimi di inquinamento e gli altri sono oltre e tra la soglia di un’ eventuale contaminazione. Sono solo alcuni dei risultati presentati questa mattina dal commissario Mario Pasquale De Biase. Nel corso di una conferenza stampa, l’ex sindaco di Salerno ha presentato un primo bilancio delle attività svolte al luglio 2011 e che riguardano gli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle aree di Giugliano in Campania e del Laghetti di Castelvolturno. “Al momento stiamo lavorando alla messa in sicurezza d’emergenza, al piano di caratterizzazione ed all’analisi dei 174 pozzi presenti nel territorio e che rappresentano un poco il nervo dell’economia di quell’area. Entro due o al massimo tre mesi le analisi finiranno mentre per quanto riguarda i lavori di messa in sicurezza dell’area Resit X e Z si inizierà in questi giorni. Il piano di caratterizzazione delle altre discariche, poi, è in fase di allestimento. Per quanto riguarda, invece, i laghetti di Castelvolturno siamo, insieme con l’Istituto superiore della Sanità, nella fase di avere le destinazioni di uso compatibili mentre anche per Giugliano lo stesso istituto ci deve dire quali sono ed in che quantità gli elementi pericolosi per l’ uomo”. “Finalmente per Giugliano sono in corso i fatti, ossia le attività necessarie e concrete per il risanamento ambientale dell’area nota come ex Resit – ha sottolineato l’assessore regionale, Giovanni Romano. Un obiettivo che come Assessorato all’Ambiente ci siamo posti fin dal nostro arrivo, sbloccando le risorse necessarie pari a circa 50 milioni di euro. Il lavoro dovrà riuscire a restituire ai cittadini un territorio martoriato da anni. E’ giusto che si conoscano ora i confini esatti dell’inquinamento anche per garantire la salubrità dei consumi”.

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