31 dic 2010
Categoria: Cronaca, Politica

Da domani stop ai sacchetti non biodegradabili. A Napoli si risparmieranno 270 milioni di shoppers all’anno.

Carmine Bonanni

Da domani, 1 gennaio 2011, sarà vietata la commercializzazione di sacchetti non biodegradabili per l’asporto delle merci. Il divieto dei contenitori in polietilene è stato previsto dalla L.296/06 e motivato dalla necessità di ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera e dal rafforzamento sia della protezione ambientale sia del sostegno alle filiere agro-industriali nel campo dei biomateriali.  I sacchetti biodegradabili e le borse riutilizzabili realizzate con materiali vari, che sostituiscono le buste di plastica, sono già in uso, da qualche mese, nella grande distribuzione e nella maggior parte degli esercizi commerciali.
“In linea con le disposizioni in vigore a livello nazionale, l’Amministrazione del Comune di Napoli -– ricordano gli assessori all’Ambiente, Gennaro Nasti e allo Sviluppo, Mario Raffa – ha recepito il divieto di distribuzione ai consumatori dei sacchetti (cosiddetti “shopper”) non biodegradabili. Questo provvedimento così come quello del vuoto a rendere, del divieto di vendita di stoviglie in plastica non biodegradabili e degli incentivi alla vendita di prodotti alla spina, rientra in un pacchetto di misure strutturali che puntano a ridurre a monte la produzione dei rifiuti e quindi a migliorare l’ambiente”.
Destinatari di tali misure – continuano Nasti e Raffa – sono la grande distribuzione, gli esercizi commerciali, artigianali e di somministrazione di alimenti e bevande e i produttori agricoli che effettuano vendite al dettaglio nei mercati, tutti chiamati a collaborare con la cittadinanza per permettere la sostituzione dei sacchetti di plastica con borse riutilizzabili. Secondo i dati diffusi da Legambiente, ogni persona consuma, in Italia, in media 300 sacchetti di plastica all’anno. Un sacchetto può restare nell’ambiente da un minimo di 15 anni a un massimo di 1000 anni. Nella città di Napoli – concludono Nasti e Raffa – che conta circa un milione di abitanti, è possibile prevedere un risparmio di più di 270 milioni di sacchetti all’anno, registrando, quindi, una significativa diminuzione delle emissioni di anidride carbonica, grazie alla riduzione del polietilene e un miglioramento dell’ambiente”.

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