Ancora un’operazione delle forze dell’ordine contro la criminalità organizzata. Assicurato alla giustizia Agostino Sangermano, 32 anni, di San Paolo Belsito, pregiudicato, ritenuto elemento di spicco di un clan operante nel nolano, è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Dda di Napoli e firmata dal pm Francesco Soviero. E’ accusato di usura ed estorsione aggravati dal vincolo associativo e mafioso. L’ordine di arresto era stato emesso il 6 giugno scorso ma il 32enne, attivamenre ricercato, non era stato trovato nel suo domicilio e da alcuni giorni si era rifugiato in un hotel del centro di Capri assieme alla moglie. Qui è stato rintracciato dai carabinieri e catturato oggi pomeriggio. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito nel carcere di Bellizzi Irpino. Complessivamente sono 5 le persone arrestate nell’ambito di questa operazione dai carabinieri di Avellino su decreto di fermo emanato dalla direzione distrettuale antimafia. Oltre ad Agostino Sangermano, infatti, sono finiti in carcere tra le province di Napoli ed Avellino: Andrea Rozza, 51enne di Mugnano del Cardinale; Vincenzo Napolitano, 43enne di Mugnano del Cardinale; Michele De Stefano, 47enne di Afragola; Salvatore Guerra, 35enne di Napoli. Per tutti, tranne Napolitano e Rozza, viene contestata anche l’aggravante dell’articolo 7, ovvero l’aver favorito la criminalità organizzata con la propria condotta illecita. In particolare l’episodio contestato riguarda un imprenditore che sarebbe finito nel giogo dell’usura dopo avere chiesto un prestito per saldare alcuni debiti, e che sarebbe poi dovuto allontanarsi precipitosamente dalla propria abitazione per sfuggire alle continue e pesanti minacce. Gli usurai, tranne appunto Rozza e Napolitano, sono vicini ai clan Cava, Russo e Moccia. In particolare Sangermano, imparentato coi Cava di Quindici, sarebbe a capo di un gruppo criminale autonomo, riconosciuto e rispettato nell’area nolana e nella Bassa Irpinia. Già nel settembre del 2010 Sangermano, oggi bloccato a Capri dai carabinieri, era stato destinatario di un decreto di fermo della procura di Nola, poi revocato, e per il quale l’uomo si era sottratto alla cattura. Gli atti sono passati poi per competenza alla Dda.
18 giu 2011
Categoria:
Cronaca
Arrestato elemento di spicco di un clan del nolano
Nadia Sessa
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