31 ott 2011
Categoria: Attualità

Come presentare una proposta editoriale

Redazione
Se si facesse una piccola indagine nei cassetti degli Italiani, si vedrebbe che in quasi tutti vi è almeno un manoscritto: racconti, poesie, o addirittura romanzi. E vi sono anche cose belle, cose che meriterebbero di uscire da quei cassetti e di parlare ad un pubblico più vasto di quello racchiuso in quattro mura. Il problema è: come fare, in un mondo dell’editoria dominato dalla logica del marketing?
In realtà può essere meno complicato di quel che si crede. E lo dimostra il piccolo saggio Come presentare una proposta editoriale di Amalia Maria Amendola, presentato sabato 29 ottobre al Punto Einaudi di Salerno insieme ad Elvira Sessa, della Bel-Ami Edizioni di Roma, con la moderazione del giornalista Michele Piastrella.
«Questo libricino è nato dall’esperienza,» spiega l’autrice, che lavora alla Mondadori Educational. «Soprattutto dai consigli che mi chiedevano amici e parenti su come fare a pubblicare i loro manoscritti. A un certo punto ho pensato di mettere questi consigli a disposizione di chi cerca di farsi strada nel mondo della letteratura. Pubblicare è possibile. L’importante è tener presenti due premesse indispensabili: anzitutto la qualità dell’opera, chi vuole scrivere per professione deve fare una forte autocritica, senza lasciarsi condizionare dal fatto di essere la “mamma” della sua creazione; poi è necessario avere un progetto mirato, è inutile inviare subito alle grandi case editrici, e attenzione agli imbrogli! Meglio puntare su case editrici piccole ma di qualità; lavorando proprio in questo campo ne ho potuto individuare alcune, e le ho indicate nell’appendice.»
Alla presentazione sono intervenuti anche, portando la loro esperienza, la poetessa Annalisa Miceli e Valeriano Forte, del Movimento Mondiale dei Poeti. È stata dunque anche un’occasione per una “fotografia” della situazione editoriale in Campania.
«Mi ha stupito il fatto che la Campania sia all’VIII posto in Italia per il numero di case editrici» nota Amalia Maria Amendola, «e ancora di più la scarsità di case editrici piccole legate al territorio. Il punto è che, al contrario ad esempio del Lazio, e ancor più della Sardegna, le piccole case editrici campane non sono consorziate insieme, e così per loro diventa ancora più difficile sostenere la concorrenza. Eppure non è poi così difficile: basterebbe creare una galleria dell’editoria come la Galassia Gutemberg di buona memoria. Chissà, forse si potrebbe ripartire proprio da Salerno o dalla sua provincia, con una fiera del libro da poter ripetere ogni anno…»
Federica Garofalo

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