Dalla denuncia alla protesta. “Dopo quanto emerso sulle condizioni del Loreto Mare nessuno ha sentito il dovere di presentarsi in ospedale, meno che mai il presidente Caldoro”, è Antonio Marciano, il consigliere regionale che ha sollevato il caso Loreto, a scandalizzasi sul silenzio del presidente Caldoro e dei dirigenti sulla gravità dell’allarme. Le condizioni igieniche rendono insicura l’assistenza. “I pazienti firmano un doppio consenso. Sono informati sui rischi dell’intervento ma anche sui rischi che la scarsa igiene comporta”, spiega in sintesi il primario di anestesiologia sel Loreto Mare Maurizio Postiglione, tra i protagonisti in positivo della vicenda. E’ stato tra quelli che non hanno nascosto la precarità e il defict di sicurezza. Nel corso della telefonata il primario si è scusato per la brevità delle sue risposte, limitate ad una cruda e oggetiva esposizione di quanto avvenuto al Loreto. Non si aspettava la telefonata e di “Ufficio Reclami” e non avrebbe potuto rispondere, perché l’Asl 1 dinanzi al moltiplicarsi di denunce rivelazioni sui disagi ai pazienti ha proibito ai medici di rilasciare dichiarazioni al giornalisti. Antonio Corbo si è assunto la responsabilità del colloquio, auspicando che non sia solo il bavaglio ai medici l’unica solizione per arginare gli scandali della sanità campana, in particolare quelli dell’Asl, affidata all’ex generale Maurizio Scoppa.
La stessa azienda è al centro di polemiche per i tagli di ospedali che assicurano pronto soccorso di zone nevralgiche della città. Grave anche la situazione finnziaria dell’Asl 1 e 2, al contrario della 3 dove il nuovo direttore generale Maurizio D’Amora assicura una adeguata solvibilità nei confronti dei ceditori.
“Non ci sono i soldi e non possiamo concedere privilgi”, è stata la posizione di Giuseppe Ferrara, direttore generale di Asl 2. ” Non chiediamo privilegi, rivendichiamo solo diritti da anni, i famacisti sono in grave sofferenza in quanto non ricevono rimborsi da dieci mesi”. In diretta il corretto battibecco tra presidente di Federmarma e il manager ha aperto uno squarcio sul dissesto finanziario e sui rischi e disagi delle aziende farmaceutiche. Ferrara ha escluso che l’emergenza sia acuita dalla mancanza di un assessore con pieni poteri sulla sanità. Tutto è ricondotto al presidente Caldoro. “Non cambierebbe nulla”, assicura Giuseppe Ferrara. “Purtroppo lo Stato no dà i soldi alla Regione, la Regione non può girarli alle Asl che a loro volta rinviano i pagamenti ai ceditori”, Ferrara assicura però che Asl 2 farà di tutto per far sopravvivere almeno le farmacie e sottrarle al rischio di fallimento come alle aggressioni della malavita con i prestiti di finanziarie sospette. “Facciamo una trasmissione sulle finnziarie”, è stato l’impegno comune dui Ferrara e Di Iorio, lasciando trasparire le insidie per le farmacie.
Non hanno efficacia i degreti ingiuntivi non essendo pignorabili i beni della Regione nelle controversie di Sanità. Molti famacisti sono costretti ad accettare in ritardo i rimborsi e pagare le spese legali.
Un appello al centro Aktis, che ha assicurato dopo l’intervento dell’Asl 2 la tac ad una paziente dopo averla negata. La paziente non aveva 300 euro, il pagamento diretto era reso indispensabile dal fatto che il centro diagnostico aveva superato il tetto delle prestazioni concordate con l’Asl. I familiari lamentano che sono state però rifiutate altre analisi. I conduttori hanno invitato Aktis e in prticolare il dottor Scoppa, nipote del generale che guida l’Asl 1, ad accogliere le richieste della paziente, in attesa di sistemare i conti con Asl 2. Tutto in diretta. “Ufficio Reclami” ha esaurito la puntata sul solo tema Sanità, per l’urgenza degli argomenti. Si occuperà di strade bucate e mancati rattoppi sabato prossimo
19 nov 2011
Caldoro sotto accusa: “Troppi silenzi sul Loreto Mare”
Antonio Corbo
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