A grande richiesta ai Giardini della Minerva di Salerno è tornata la mostra Lepidoptera – nel mondo delle farfalle, che la scorsa edizione aveva raggiunto i 2500 visitatori; è aperta fino al 13 novembre tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 9:00 alle 13:00, fino alle 18:00 nei fine settimana. E ha già raggiunto un risultato niente male: 1000 visitatori dall’apertura.
La mostra è allestita nella Sala Capasso, all’interno della villa seicentesca cui il giardino è annesso, trasformata in una piccola “stanza delle meraviglie” moderna: 85 metri quadrati tappezzati di teche che sono altrettanti arcobaleni di farfalle piccole e grandi, provenienti dai quattro angoli del mondo, dalle piccole cavolaie nostrane ai “titani” esotici di Asia e America Latina. Corredano il tutto grandi pannelli che illustrano, in maniera chiara e concisa, notizie e curiosità sulle varie specie di farfalle; e, nel posto d’onore, la grande novità di quest’anno: l’Ornitottera della Regina Alessandra, la farfalla diurna più grande del mondo, per la prima volta esposta al pubblico.
«Abbiamo dovuto farcela dare in prestito da un collezionista, dato che si tratta di un “pezzo d’antiquariato”,» ci confida Antonio Festa, ideatore della mostra, forse uno degli ultimi rappresentanti di una specie di “collezionisti per passione” che oggi non esiste quasi più. «Risale agli anni ’80, e non sarebbe potuto essere diversamente, essendo l’Ornitottera della Regina Alessandra una specie protetta, il cui commercio è proibito.»
Ma attenzione: questa non è decisamente una mostra che sa di naftalina! Perché quelle stesse farfalle che è possibile ammirare trattate ed immobili nelle teche, le si vedrà svolazzare intorno nella serra appositamente allestita all’interno del vivaio del giardino.
Antonio Festa ci tiene comunque a sottolineare che tutto si svolge nel segno del rispetto dell’ambiente. «Ci appoggiamo alle butterfly farms sparse in tutto il mondo: sono dei veri e propri allevamenti intensivi di farfalle che si possono acquistare ancora allo stato di crisalide, evitando così di andare a prelevarle in natura. Intere comunità, soprattutto nei paesi del Sud Est Asiatico e dell’America Latina, vivono di questa attività, gestita da organizzazioni no profit e i cui proventi sono in parte destinati al sostentamento di queste comunità, in parte sono investiti in interventi di rimboschimento.»
Una parte del merito, comunque, va anche alla splendida location, il Giardino della Minerva, aperto nel 2004, inserito l’anno scorso nella categoria dei parchi più belli d’Italia. Un giardino a terrazza su sei livelli, di proprietà fin dal XII secolo della nobile famiglia Silvatico; e proprio l’enorme opera di medicina e botanica di Matteo Silvatico, vissuto nel primo ventennio del 1300 e maestro della Scuola Medica Salernitana, ha permesso all’equipe di lavoro, coordinata dal dott. Luciano Mauro, di individuare tutte le specie conosciute all’epoca e di riunirle tutte in questo giardino.
«La nostra intenzione è di trasformare sempre più il Giardino della Minerva in luogo della didattica,» spiega il dott. Mauro, specialista nella tutela dei paesaggi e responsabile del giardino. «Da meno di 5000 visitatori che avevamo nel 2004 siamo passati a più di 20000. Un piccolo miracolo. In questo senso la mostra Lepidoptera ci ha aiutati molto. Ma vorremmo fare di più: creare dei laboratori di botanica e scienze naturali per gli studenti, e attività legate allo studio sulla Scuola Medica Salernitana.»
Intanto, è in programmazione per il 2012 una mostra sulle conchiglie. Quale sarà la prossima perla che il Giardino della Minerva tirerà fuori?
Federica Garofalo


mary says:
peccato solo essere tanto lontana!
mary says:
peccato esser così lontana!!!